Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Che bella la scena tra Ulisse e Penelope

LE CLASSI della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo Simone De Magistris sono andate al teatro Don Bosco di Macerata per assistere, insieme ad altre scuole, allo spettacolo dedicato all’Odissea di Omero messo in scena dalla compagnia teatrale “Artisfabrica” di Roma. Siamo entrati nella grande sala ed abbiamo cominciato ad occupare tutti i posti disponibili, fino a riempire le file dell’intero teatro. Dopo pochi minuti le luci si sono spente ed il sipario si è aperto: sono apparsi allora Telemaco, figlio di Ulisse, e la dea Atena che hanno cominciato la rappresentazione dialogando tra loro in una ambientazione che ci è piaciuta molto perché ricca di suoni, ombre e fumi misteriosi. Le scene si sono susseguite rapide e incalzanti, gli attori hanno dato prova di grande abilità e bravura: noi, avendo letto l’Odissea in classe, siamo riusciti a seguire tutto il racconto con facilità e abbiamo riconosciuto gli episodi più noti: l’accoglienza di Eolo, il dio dei venti, ed il dono dell’otre pieno di venti contrari alla navigazione, la trasformazione dei compagni di Ulisse in maiali ad opera della maga Circe, la perdita di numerosi compagni a causa dei mostri Scilla e Cariddi, l’incontro con la ninfa Calipso, il ritorno a Itaca e la strage dei proci. Alcuni episodi invece non sono stati rappresentati: avremmo voluto vedere realmente il gigante Polifemo (di cui abbiamo solamente sentito la voce) e avremmo anche voluto osservare la scena triste della morte del cane Argo. Dopo aver fatto un breve sondaggio in classe si è scoperto che la scena più gettonata e che ci ha colpito di più è stata quella dell’incontro tra Ulisse e Penelope perché non solo è il lieto fine di tutta la storia, ma è stata anche recitata in modo emozionante. Lo spettacolo è durato un po’ più di un’ora ma è scivolato via velocemente. Noi alunni, che durante il rientro del martedì pomeriggio frequentiamo il laboratorio di teatro, abbiamo osservato tutto lo spettacolo con un occhio più attento del solito perché abbiamo cercato di osservare sul palco quei suggerimenti e quelle indicazioni che il nostro insegnante ci suggerisce ogni volta. Ad un certo punto ci siamo accorti che si è verificato un imprevisto: Ulisse avrebbe dovuto salire su una struttura di cubi sovrapposti ma nella foga del momento si sono rovesciati e lui si è trovato in difficoltà: allora i suoi compagni sono dovuti correre in aiuto e rimediare aiutandolo a salire senza i cubi. Il nostro insegnante ci dice sempre infatti che in teatro si deve lavorare in sintonia e che bisogna stare concentrati e sempre pronti ad aiutarsi reciprocamente. Gli attori sono riusciti a coinvolgere tutta la grande platea e addirittura alla fine dello spettacolo ci hanno ringraziato per aver rispettato l’atmosfera teatrale e per averli fatti lavorare in tutta tranquillità. Andare a teatro è un’esperienza magnifica perché a differenza del cinema siamo proprio noi spettatori che, con la nostra fantasia, aggiungiamo valore a quello che vediamo e quindi ogni spettacolo non potrà mai essere replicato ma rimane assolutamente unico. Francesco Casoni, Valon Lutfija, Gabriele Montesi, 1ª C

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