Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Aiutiamo chi fatica a tenere il passo»

MAURO Neri, presidente di Confcooperative, la vostra realtà fa parte della storia del nostro territorio. «Quest’anno per noi è speciale, infatti compiamo 70 anni. Da quando siamo nati siamo cresciuti tanto: oggi contiamo 280 cooperative associate con 36mila soci in totale». Come spiegherebbe Confcooperative ai ragazzi? «Noi non siamo una cooperativa, ma una associazione che rappresenta le cooperative e le accompagna nei momenti più difficili». Quali sono? «Il più duro è senz’altro il momento della nascita. Aiutiamo chi ha avuto una bella idea a metterla in pratica anche superando i primi ostacoli burocratici che possono essere duri per chi non è del settore. Poi diamo alle cooperative appena nate che non hanno una sede anche la possibilità di appoggiarsi a uno spazio di coworking perché non debbano investire subito in un ufficio. Il nostro obiettivo è che le cooperative, poi, spicchino il volo». Quindi si appoggi sempre meno a voi? «È naturale che una realtà nel tempo cominci a camminare da sola. Noi lasciamo alle cooperative la piena autonomia e teniamo molto a non imporre a nessuno le nostre scelte e le nostre idee, anche perché potrebbero non essere le migliori». Vi mettete in discussione. «Oggi, si sa, le cose cambiano in fretta. Ogni cinque anni in media un’attività diventa obsoleta, quindi si deve mettere in conto l’abilità nel rinnovarsi. Per questo lasciamo che i giovani sviluppino le loro idee e la loro fantasia il libertà, al passo con i tempi. Quello che facciamo noi è dare sostegno». Dove c’è più bisogno del vostro aiuto? «Ad esempio nel nostro Appennino che si sta pian piano spopolando. La soluzione è promuovere le cooperative di comunità come abbiamo fatto a San Zeno: lì l’anno scorso abbiamo appoggiato una cooperativa nata dall’idea dei giovani del borgo, incentivandoli a non abbandonarlo». Confcooperative promuove messaggi che potrebbero essere validi anche per i giovani partecipanti al Campionato di giornalismo. «Oggi il mondo corre a una velocità estrema ed è normale non preoccuparsi di chi rimane indietro. Le cooperative, in particolare quelle sociali, fanno questo: si occupano di che non tiene il passo. Questo è un messaggio che i giovani dovrebbero tenere caro». Sofia Nardi © RIPRODUZIONE RISERVATA

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