Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La letteratura narra ciò che siamo»

QUANDO la scuola aiuta a riscoprirsi. L’esperienza di una studentessa, un libro e un sorprendente imprevisto. PUÒ ACCADERE a un adolescente di ritrovarsi nelle pagine e nei personaggi di una lettura scolastica? Nessuno lo direbbe. Eppure, a me è successo. A scuola ho letto «La Splendente» di Cesare Sinatti. È una versione in prosa dell’«Iliade», narrata dal punto di vista dei personaggi del poema. All’inizio i protagonisti, non ancora divenuti grandi eroi, sono piccoli ed ignari di ciò che il destino riserverà loro: bambini spensierati che giocano nei campi, figli di qualche dio o dea o nati da uova d’oro. Fin da subito riconosciamo certe caratteristiche che si porteranno dietro per sempre, come la smisurata bellezza di Elena. Ciò che saranno, però, non si è ancora rivelato appieno. C’è chi è animato da una forte inquietudine. Odisseo è tormentato da un passato turbolento da cui non riesce a liberarsi e per cui dovrà pagare, sopraffatto dal peso delle azioni altrui. La sorella di Elena, Clitemnestra, vive ogni giorno un opprimente senso di inferiorità. Sono gemelle, ma opposte: l’una bellissima, con la pelle perfetta e i capelli splendenti; l’altra ha la pelle piena di imperfezioni e i capelli setosi e opachi. SO BENISSIMO cosa vuol dire sentirsi sempre la seconda in tutto: bellezza, simpatia. Come Clitemnestra, essere la seconda scelta. Quando poi gli eroi crescono e maturano, come si fa a non ritrovarsi in loro? Achille sente che è giunta l’ora di andare a combattere per ideali più grandi del puro divertimento. E tu, intanto, scopri in te la stessa esigenza: trovare il tuo grande compito. Anche tu potrai essere un eroe: occorre scoprire ciò che ti farà diventare tale, quale sarà la tua guerra di Troia. Forse è vero che, a volte, sono la bellezza e la perfezione a decidere chi siamo, come per Elena. Altre volte il passato, come per Odisseo. Ma Achille ci fa scoprire che possiamo essere noi a renderci eroi, maturando, diventando chi siamo destinati ad essere, scoprendo ciò che vogliamo fare della nostra vita. QUESTO libro non è stato una noiosa lettura scolastica, ma la dimostrazione che la letteratura, anche se può sembrare lontanissima da noi, in realtà non è altro che un racconto antico di ciò che siamo. Chiunque si può ritrovare nelle vicende di dèi ed eroi che hanno avuto il coraggio di affrontare guerre o di amare chi sapevano di non poter raggiungere. Dèi ed eroi ci insegnano ad avere il coraggio di vivere la vita di tutti i giorni, che a volte ci sembra più dura dei loro atti straordinari. Un’alunna della III C © RIPRODUZIONE RISERVATA

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