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La nuova legge sul diritto d’autore

IL 12 SETTEMBRE scorso il Parlamento europeo ha proposto una modifica radicale all’articolo 13, la legge sul diritto d’autore in territorio europeo. La modifica comporterebbe restrizioni più rigide rispetto alle precedenti e ogni prodotto mostrato in video, in foto o pubblicato e diffuso sul web, se non munito di autorizzazioni, potrebbe essere perseguibile dalla legge. Al momento l’articolo è ancora in stato di stesura, ma a breve potrebbe essere approvato e gli Stati avrebbero 2 anni di tempo per apportare le modifiche necessarie. Le piattaforme colpite sarebbero YouTube, Facebook, Instagram, Soundcloud, Dailymotion, Reddit e Snapchat, perché i loro sistemi di notificazione e rimozione non sarebbero in regola e quindi dovrebbero essere modificati, ma diventerebbe complicato perché gli articoli da analizzare sarebbero milioni. Quindi, queste piattaforme sarebbero costrette a chiudere, licenziare migliaia di dipendenti e cancellare i posti di lavoro che offrono. Con l’attuale testo dell’articolo 13, gli strumenti per la verifica del copyright non saranno in grado di individuare i contenuti senza licenza: il content id, per esempio, funziona se i titolari dei diritti indicano con chiarezza i contenuti di loro proprietà. Tuttavia, in molti casi, le informazioni sul copyright mancano o sono parziali, ciò significa che nessun sistema può identificare con precisione le informazioni complete. Ma esiste una soluzione migliore? Sì, i titolari delle piattaforme stanno chiedendo ai legislatori di trovare un equilibrio e consentire agli utenti di condividere i propri contenuti online. A TAL FINE, ci sarebbe bisogno di un sistema a cui collaborino sia i titolari dei diritti sia le piattaforme: i primi dovrebbero collaborare per identificare i contenuti di loro proprietà, in modo che le piattaforme sappiano che cosa è protetto dal copyright e possano attribuire ai titolari dei diritti la capacità di controllo per bloccare dei contenuti se lo desiderano; le piattaforme invece dovrebbero essere ritenute responsabili solo per i contenuti identificati tramite content id o il sistema di notifica e rimozione. Le piattaforme e i titolari dei diritti dovrebbero agire in buona fede, laddove le licenze e i diritti possano essere identificati in modo semplice. A nostro parere sarebbe opportuno non confermare la legge in questo stato, ma modificarla in modo da non stravolgere gli utenti e i social e far continuare le attività svolte finora. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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