Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un Mac in un mondo di Windows

CIAO a tutti, io sono una ragazza di dodici anni e vorrei parlarvi della sindrome dello spettro autistico. La mamma mi ha detto che è come se il mio cervello fosse un computer che lavora in Mac mentre gli altri lavorano in Windows. Devo fare un lavoro doppio per mantenere l’attenzione e confrontarmi con chi mi circonda, interagire normalmente con tutti è molto faticoso e stancante. Faccio fatica a separare tutte le informazioni che ricevo, ma il fatto di lavorare con due sistemi operativi diversi non vuol dire che l’uno sia migliore dell’altro... Chi come me ha uno spettro autistico ad alto funzionamento, ha delle caratteristiche molto singolari che possono sembrare delle stranezze a chi non mi conosce. Quando io mi sento nervosa o molto felice per liberarmi della tensione agito le mani o mi metto un po’ a saltellare. Quando mi annoio entro nel mio mondo e immagino favole o storie fantastiche di supereroi e ho bisogno di qualcuno mi riporti alla realtà. Tuttavia, il mio talento è proprio questo: inventare belle storie e vorrei che questa mia abilità diventasse il mio lavoro e creare tanti supereroi come Stan Lee. Alcune cose che per i neurotipici sono scontate per me sono un po’ più difficili, come ad esempio gestire il tempo o comprendere il sarcasmo, i modi di dire o i doppi sensi, anche se ora sto migliorando. Sono molto abitudinaria e non mi piacciono i cambiamenti a cui non sono preparata, ma allo stesso tempo mi piace conoscere cose e posti nuovi, mi piace viaggiare. Non so dire bugie e anzi a volte sono un po’ troppo diretta. Adoro gli abbracci di mamma e papà, ma non mi piace essere toccata da qualcuno senza che io lo voglia. Vorrei avere un rapporto più stretto con le mie amiche, come quando eravamo più piccole, ma ora ci vediamo quasi solamente a scuola. Certe volte, se ci penso, mi sento un po’ triste, ma se non ci penso sono felice anche da sola con le mie abitudini. Spero che quello che ho scritto possa esservi utile nel caso aveste degli amici o dei parenti neurodiversi come me. Per me è stato molto difficile spiegarvi come mi sento e anche se possono sembrarvi solo poche parole, per me è stato necessario un grande sforzo. Grazie di aver ascoltato quello che avevo da dire.

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