Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Il giorno dell’amore… per l’ambiente

NEL MONDO sono in molti a dedicare la loro intera vita a trasmetterlo o a lottare in suo nome. Sto parlando dell’Amore. La maggior parte delle persone lo trasmette tramite dei semplici gesti. Ogni persona può dimostrare amore, come quello per il proprio amato, per amici e parenti, per il prossimo o per una qualsiasi altra cosa materiale. Ma al giorno d’oggi è urgente che ognuno provi amore per un qualcosa che sta diventando un problema, perché lo stiamo ‘rovinando’: l’ambiente! Venerdì 1 febbraio sono venuti a scuola alcuni volontari dell’Anter (associazione nazionale tutela energie rinnovabili). Abbiamo così partecipato al progetto ‘Il sole in classe’, che consiste nel promuovere le energie pulite, prodotte da fonti rinnovabili e così salvaguardare l’ambiente. Durante quest’incontro ci hanno proposto dei video e delle slide e ci è stato spiegato il lavoro incredibile che questa associazione no profit fa nel difendere e proteggere l’ambiente. Mi ha particolarmente colpito la slide che presentava un progetto da parte di un ragazzo della nostra età, proposto addirittura all’Onu. Quest’ultimo consiste nel piantare il maggior numero di alberi possibile, così da avere più aria pulita. Simile è il progetto dall’Unep, ovvero il Programma per l’ambiente delle Nazione Unite, su iniziativa di Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004. Anch’esso consisteva nel piantare molti alberi, in particolare in una zona compresa tra il Sahara e l’ Armenia. Anche nella letteratura è presente un libro che fa riferimento a questo discorso. Parlo del libro di Jean Giono, ‘L’uomo che piantava alberi’, dove si narra la storia di un pastore che dedica la sua intera vita a piantare ghiande, nel tentativo di creare una grande foresta di querce; compirà questa grande impresa sino all’età di ottant’anni e anche durante il periodo della Grande Guerra. Tornando al discorso di prima, il punto che più mi ha colpito di questo progetto è il fatto che a farlo sia stato proprio un ragazzo. Spetta comunque ad ognuno di noi dare una piccola mano, per migliorare le condizioni dell’ambiente. Ormai siamo l’ultima generazione che può fare qualcosa per salvare e tutelare quest’ultimo. Non manca infatti molto al 2030, data considerata dagli esperti punto irreversibile di non ritorno, e dopo non potremo fare più niente. Per questo dovremmo dare tutti il massimo, per rendere il mondo uno spazio vivibile anche per le generazioni future.

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