Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

I diritti dei bambini sono uno spettacolo

COSTRUITA armonizzando differenti esperienze culturali e giuridiche, la Convenzione declina per la prima volta, in forma coerente, i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo. Ad oggi sono ben 196 gli Stati che hanno aderito alla Convenzione. Approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 è riferimento costante dell’Unicef per orientare la propria azione. Essa prevede anche un meccanismo di controllo sull’operato degli Stati, che devono presentare a un Comitato indipendente un rapporto periodico sull’attuazione dei diritti dei bambini sul proprio territorio. È un documento molto importante perché riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini, le bambine e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Essa è composta da 54 articoli tra questi: il diritto allo studio, al gioco, ad un’educazione a non essere sfruttato, ad un nome, ad una identità...ad essere protetti sempre e ovunque. Dal 1989 ad oggi tutti i Paesi del mondo, tranne Stati Uniti e Somalia, si sono impegnati a rispettare e a far rispettare sul proprio territorio i principi generali e i diritti fondamentali in essa contenuti. L’Italia l’ha ratificata con Legge n. 176 del 27 maggio 1991. LA CONVENZIONE dei diritti dell’infanzia compie trentanni e i ragazzi della IT di San Domenico hanno deciso di onorarla allestendo uno spettacolo teatrale intitolato «L’isola degli smemorati». La storia presa a prestito da un racconto dell’Unicef, racconta di un’isola in cui vivono solo anziani che hanno dimenticato cosa sia un bambino.Verranno risvegliati da otto piccoli naufraghi. Questi otto bambini prima verranno trattati da piccoli adulti e subiranno vari soprusi poi verranno riconosciuti quali bambini e rispettati nella loro identità. Questo spettacolo, interamente organizzato e messo in scena dagli alunni di San Domenico alterna diverse sorprese a momenti di profonda riflessione. Ricordano gli adulti cosa significa essere bambino? Comprendono i ragazzi l’importanza della scuola per progettare il proprio avvenire? Ci penseranno otto intrepidi ragazzini, 8 anziani smemorati e 4 genitori disperati accompagnati da un saggio mago, a risolvere la questione. Lo spettacolo è arricchito da documentari Unicef e da dialoghi in lingua inglese. Si conclude con un coro musicale, strumenti a percussione ... e danze libere e sfenate. Così a ricordarci che essere bambini vuol dire soprattutto sentirsi liberi e felici... anche e soprattutto a scuola.

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