Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Visita alla risiera di San Sabba a Trieste

È DA POCO passato il 27 gennaio, giornata della memoria in cui si ricordano le migliaia di morti avvenute a causa dell’atroce sterminio ebreo, causato dalle barbarie umane. A questo proposito noi alunni della 3B, per abbattere il muro dell’ignoranza e conoscere più da vicino la verità su questa terribile strage del passato, siamo stati in viaggio di istruzione presso alcuni importanti siti commemorativi, luogo di persecuzione razziale e di eccidi di massa. Tra i luoghi visitati, quello che ci ha più colpito è stata la Risiera di San Sabba di Trieste. La sua reale funzione era stata, inizialmente, quella di impianto per l’essiccazione per il riso, ma in seguito all’ascesa al potere del nazista Adolf Hitler e del Duce d’Italia Benito Mussolini la struttura venne adibita a campo di concentramento munito di camere a gas. Durante la seconda guerra mondiale, al termine dell’ottobre 1943, il complesso divenne un campo di detenzione di polizia, utilizzato come centro di raccolta di detenuti in attesa di essere deportati in Germania ed in Polonia e come deposito dei beni razziati e sequestrati ai deportati ed ai condannati a morte. Nel campo venivano anche detenuti ed eliminati sloveni, croati, partigiani, detenuti politici ed ebrei. I nazisti, dopo aver utilizzato per le esecuzioni i più svariati metodi, come la morte per gassazione utilizzando automezzi appositamente attrezzati, si servirono all’inizio del 1944 dell’essiccatoio della risiera, trasformandolo in un forno crematorio. Da allora e fino alla data della liberazione, si stima che il forno crematorio sia stato adoperato per bruciare i corpi di oltre 3500 prigionieri. La risiera, oltre ad essere usata come campo di smistamento di oltre 8mila deportati provenienti dalle provincie orientali destinati agli altri campi di concentramento nazisti, fu quindi adoperata in parte anche come luogo di detenzione, tortura ed eliminazione di prigionieri politici. Il forno crematorio e la ciminiera furono abbattuti con esplosivi dai nazisti in fuga nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945, nel tentativo di eliminare le prove dei loro crimini, ma sono stati descritti successivamente dai prigionieri testimoni del campo. Tra le rovine furono ritrovate ossa e ceneri umane. Sul medesimo luogo, a ricordo, sorge oggi un monumento commemorativo. Finita la guerra, infatti, nel 1965 il presidente Saragat dichiarò la Risiera di San Sabba monumento nazionale ‘unico esempio di lager nazista in Italia’. Per noi alunni è stata un’esperienza costruttiva e significativa come studenti e, soprattutto, come persone perché la conoscenza dei fatti e dei motivi per cui sono accaduti questi tragici eventi ci ha fatto molto pensare sulle conseguenze dell’odio razziale per cui sono state condannate delle persone per la sola colpa di essere considerate inferiori.

Per leggere la pagina clicca qui