Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Dalla messa all’aiuto al prossimo, questa è la mia missione. Con la mente alle opere d’arte»

I CRONISTI della 1B della scuola media Venezze a tu per tu con il dottor Marco Maran, che svolge un’attività particolare: è un diacono. Che cosa vuol dire essere diacono? «Nel Libro degli Atti degli Apostoli, scritti da Luca, è spiegato che nel primo secolo d.C. a Gerusalemme il numero dei discepoli di Gesù aumentavano, tra questi c’erano anche moltissimi poveri. Gli apostoli dovevano occuparsi di diffondere la parola di Dio e quindi non riuscivano a seguire anche le opere per i più poveri. Anche le vedove venivano trascurate e vivevano in condizioni precarie. Così vennero individuate sette persone, sette uomini che, attraverso l’imposizione delle mani, ricevettero l’incarico di occuparsi dei più bisognosi comprese le vedove. Diacono vuol dire «servo», quindi è colui che è al servizio degli altri come lo era Gesù. Il diaconato è una vocazione attraverso il quale si testimonia la carità di Gesù. Che ci ha insegnato ad essere a disposizione, a servizio. Gesù era sempre con i sofferenti e con i bisognosi, con chi era ai margini della società. Gesù dà l’esempio ai suoi discepoli quando, prima di morire, lava loro i piedi» Cosa fa lei in particolare? «Sono attivo nella parrocchia del Duomo nella liturgia durante la messa, nella «parola» durante gli incontri e nella carità coordinando la Caritas che aiuta chi ha bisogno. Ma il diacono può svolgere anche un suo lavoro. Mi sono laureato e specializzato in beni culturali. Sono direttore dell’ufficio beni culturali della diocesi di Adria- Rovigo. Nella nostra diocesi ci sono 15.000 opere d’arte tutte schedate. Mi occupo del mantenimento in buono stato di questi beni, dal restauro dall’autorizzazione ai lavori al finanziamento per poter effettuare i lavori. E’ un lavoro che richiede molto impegno». Come si diventa diaconi? «Al diaconato possono partecipare gli uomini celibi di almeno 25 anni. Se si è già sposati l’età è di 35 anni con il consenso della moglie e deve essere svolto un percorso di formazione di tre anni. Io sono stato spinto dal desiderio di mettermi a disposizione della chiesa. Sono diacono da 25 anni. Oltre a Giovanni ho altri tre figli» I reporter della 1B

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