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Social, sei consigli per farne buon uso

NON sono ancora ‘maggiorenni’ ma ormai sono parte integrante della nostra quotidianità: i social, piattaforme interattive in cui gli utenti possono comunicare tra loro per le più diverse esigenze e motivazioni. Persino i dizionari si sono arricchiti della terminologia relativa a questa realtà: chi non conosce il significato di parole come follower, like, dislike, hashtag, post e tag? Chi non ha mai inviato messaggi vocali su Whatsapp sostituendoli alle ormai troppo antiquate telefonate? E quale ragazza non ha postato una foto su Instagram e non vorrebbe essere, un giorno, una influencer da 10 milioni di euro l’anno come Chiara Ferragni? Di ‘modelli’ da cui trarre ispirazione ce ne sono di ogni tipo: a seconda del social e dei contenuti che si vogliono mostrare si può essere travel, fashion, fitness o food influencer. D’altronde, proprio gli influencer sono una risorsa per le aziende che vogliono avere pubblicità a basso costo, e il lavoro non è neanche così pesante: basta non essere noiosi, far sentire speciali i propri fan, programmare post e pubblicarli attraverso i canali giusti. Più sono i follower, più si guadagna. Ma è proprio qui che si rompe la catena, che si infrange l’equilibrio tra virtuale e reale: se è vero che i personaggi di spettacolo lo fanno per lavoro, per gli adolescenti (e non) che vi si ispirano, invece, il numero dei follower diventa l’indicatore principale della propria realizzazione nella vita: e così più il numero di follower è elevato, più si guadagna autostima non solo in rete; al contrario di chi ha pochi follower, che tende a perdere sempre di più il senso di sé e, in casi neanche tanto estremi, la propria identità. Da strumenti che favoriscono una comunicazione veloce e danno l’opportunità di esternare e condividere liberamente il proprio stato d’animo, i social diventano armi a doppio taglio. Ma non finisce qui: dietro l’angolo si nascondono ben più alti rischi. Si parte dall’azione distruttiva dei cosiddetti hater, persone che probabilmente solo per un senso di frustrazione, scagliano parole pregne di odio contro il malcapitato di turno; per arrivare allo stalking e al bullismo, in particolare al cyberbullismo, con conseguenze ben note a tutti. Insomma, saranno anche utili, a volte quasi necessari, ma come si può fare a non diventare dipendenti dai social e a non cadere nelle loro derive negative? Ecco cinque consigli, nati dalle menti di una classe di “nativi digitali”, per riportare in equilibrio la bilancia della vita on e offline: 1) accettare e prendere coscienza di essere dipendenti dal mondo online; 2) ridurre il numero di ‘amici’ digitali agli effettivi amici reali; 3) disattivare suoni e messaggi di notifica più spesso; 4) praticare attività fisica in compagnia per avere supporto reale senza bisogno di postare foto in continuazione; 5) ritagliarsi tempo solo per se stessi, lontani da distrazioni tecnologiche. E un sesto consiglio, che abbiamo scoperto avere più effetti di quelli di Instagram, essere più emozionante di una marea di like: scrivere! Classe II C Prof. Michele Lichinchi

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