Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Smartphone e internet, istruzioni per farne un uso corretto e responsabile

SETTEMBRE, Settimana del Buon Vivere. Incontriamo il giornalista Aldo Cazzullo al San Giacomo in occasione della conferenza: ‘Metti via quel cellulare’. È la presentazione del libro con lo stesso titolo scritto dal giornalista insieme ai suoi figli. Opinioni a confronto: il padre è contrario all’uso dello smartphone perché isola dalla realtà, crea dipendenza, rende superficiali i rapporti sociali; i figli, invece, sono favorevoli perché è comodo, in un unico strumento ci sono tanti dispositivi: per leggere, cercare informazioni, comunicare con gli amici, ascoltare musica, guardare film, giocare e tanto altro ancora. Quest’incontro è la molla per invitarci a riflettere sull’uso di uno strumento criticato ma amato da tutti. Anche i nostri genitori e molti insegnanti sostengono le stesse idee espresse dal giornalista ma nella pratica tutti utilizzano lo smartphone come noi se non addirittura di più. Gli adulti dicono che per loro è uno strumento di lavoro ma chattano esattamente come noi. PURTROPPO anche gli adulti talvolta fanno un uso scorretto dei social: si offendono, scrivono sciocchezze; questo non dipende dallo strumento ma dal grado di educazione e di cultura che contraddistingue ciascuna persona. Non è vero che usare lo smartphone o il tablet significhi solo saper pigiare dei tasti perdendo tutte le abilità pratiche. Qualcuno di noi ha trovato in rete la spinta per cimentarsi in qualche lavoretto fai da te seguendo tutorial di creatività, altri con la tecnologia hanno trovato il modo di iniziare a suonare uno strumento o a dedicarsi al disegno prima di passare magari a prendere delle vere lezioni dal vivo. Ci dicono che noi ragazzi facciamo un uso eccessivo degli apparecchi elettronici, e a volte è vero. Riteniamo giusto che ci siano delle regole da rispettare e che veniamo educati al loro uso, ma spesso sono proprio i genitori che affidano questo compito alla tecnologia e ai social non prestando abbastanza attenzione ai figli per metterli in guardia dai rischi che si possono correre. Siamo consapevoli che l’uso eccessivo delle tecnologie può portare allo sviluppo di forme di isolamento o alla dipendenza, ma nessuno di noi smetterebbe di fare sport o di incontrare gli amici per starsene in casa con lo smartphone. Se questo succede quasi mai la tecnologia ne è la causa, l’isolamento è il sintomo di un disagio e di una sofferenza ben più grandi che si annidano nella realtà e che spingono il ragazzo a rifugiarsi nel virtuale. SPESSO ci viene detto che creiamo il nostro mondo dentro ad un telefono, ma se soltanto il mondo reale fosse più sicuro e ci proteggesse non esisterebbe questo problema. Chi non preferirebbe andare ad un vero concerto anziché ascoltarlo su YouTube. È questo che vorremmo che gli adulti capissero: non siamo noi ad essere asociali ma è il mondo che ci circonda che ci spinge ad esserlo. C’è tanto di bello in rete ma c’è anche tanto di male. Come in tutte le cose della vita occorre imparare a scegliere. Spesso i bambini sono esposti a contenuti non adatti alla loro età e vedono nei videogiochi comportamenti negativi ma ancora una volta pensiamo che sia responsabilità degli adulti proteggerli. I genitori devono educare e insegnare che cosa è giusto per i loro figli e che cosa invece no. Se i bambini non devono vedere certi contenuti i genitori devono sapere che esistono il blocco o le restrizioni sia per lo smartphone sia per la tv e preoccuparsi di attivarli. Anche a scuola la tecnologia può essere utile per svolgere ricerche, per ampliare le conoscenze perché attraverso internet è come avere una finestra sempre aperta sul mondo, è come avere accesso ad un’immensa biblioteca ma occorrono buone guide per imparare a distinguere ciò che è vero da ciò che è falso, la verità dall’imbroglio. È per questo che pensiamo che la scuola non possa limitarsi a vietare l’uso dello smartphone ma debba invece aiutarci ed educarci a muovere i nostri passi in questo universo di cui il cellulare è solo il mezzo di trasporto.

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