Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La solidarietà, a volte basta la parola»

I GIOVANI cronisti della scuola di Santa Maria Maddalena con block notes, penne e computer per affrontare la seconda puntata della loro particolare inchiesta sulla felicità. Andiamo a leggere l’articolo dei giovani reporter che sono seguiti nel corso del campionato di giornalismo dalla professoressa Maura Bellinazzi. LE PAROLE DELLA SOLIDARIETÀ Le parole sono una forma di comunicazione che nell’arco degli anni si è evoluta e trasformata sempre più. Esse servono per comunicare ed esprimere sensazioni piacevoli o possono suscitare discordie ed anche causare guerre. Alcune parole sono talmente ‘potenti’ che, solo pensandole, possono farci o far stare male qualcuno. Per fare buon uso delle parole dovremmo ‘ascoltare’ quelle che dicono le altre persone oppure usare come ricetta, per star bene insieme, parole che sono usate da personaggi importanti, come Nelson Mandela per esempio per la parola ‘uguaglianza’, Martin Luther King per il termine ‘sogno’ oppure papa Giovanni XXIII per l’espressione ‘bontà’. Negli anni abbiamo usato parole che dopo che hanno finito la loro moda sono state messe da parte, come “misericordia” , “provvidenza”, “carità”, “buona creanza”. Si sono aggiunte altre parole, negli anni, nel nostro vocabolario come: internet, wireless, network social e globalizzazione che, pur creando una rete che mette in comunicazione, non sempre ci conducono all’armonia, all’equilibrio, alla felicità. Come ci sono parole che possono essere negative, ci sono anche parole bellissime, come: “sì”, “amore” oppure “no” magari pronunciato per rinunciare ed opporsi al male. Un esempio comune è quello tra il paradiso e l’inferno. Alla fin fine siamo noi che facciamo la differenza, e la facciamo tramite le parole, come “aiuto” e “solidarietà”, il che conferma il fatto che esse possano essere usate per il bene e/o il male, allo stesso modo anche da chi fa il bene e da chi pratica il male. Spesso, chi usa le parole a fin di bene è colui che, pur essendo in una situazione magari di di disagio economico, generosamente gratifica gli altri e ha un grande cuore con il quale si mette in gioco per dare una mano al prossimo. Mentre, chi le usa per fare del male, spesso, è in una situazione privilegiata, in cui ha già tutto e non ha bisogno del cuore per scegliere. Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti, ma mai abbastanza per soddisfare l’ingordigia di pochi. I reporter della 3C

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