Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Gli ebrei nascosti nello zoo di Varsavia

IL 30 GENNAIO scorso, in occasione della Giornata della Memoria, insieme agli studenti delle scuole medie di Sant’Agata ci siamo recati al cinema Gambrinus di Pennabilli per vedere il film «La Signora dello zoo di Varsavia» uscito nel 2017, tratto dal libro «Gli Ebrei dello zoo di Varsavia». Il film racconta la storia di una famiglia che ha nascosto e salvato molti ebrei rinchiusi nel ghetto della città. La vicenda ha inizio nell’estate del 1939 nella capitale della Polonia, dove Yan e Antonina dirigono lo zoo in cui si trova la loro casa e dove vivono felicemente con gli animali e il figlio. Il 1° settembre la città viene bombardata e invasa dai nazisti. Lo zoo viene quasi completamente distrutto e molti animali muoiono. Yan e Antonina, per salvare lo zoo, chiedono al generale nazista Lutz di utilizzarlo per allevare maiali e bisonti, la cui carne sarebbe servita a sfamare i nazisti. Per trovare il cibo per gli animali, Yan chiede il permesso di raccogliere gli scarti di cibo dal ghetto ebreo e, riuscendo a entrarci, decide di portare fuori alcuni ebrei per poi nasconderli in casa e cercare di farli fuggire. Antonina fa di tutto per non destare sospetti e far sì che le persone nascoste nel seminterrato non vengano scoperte dalle truppe che arrivano allo zoo all’alba e se ne vanno a mezzanotte. Nonostante le grandi difficoltà e il rischio di essere scoperti (soprattutto da Lutz che si reca spesso allo zoo per passare del tempo con Antonina), la famiglia riuscirà a salvare quasi 300 ebrei. La cosa che mi ha stupita di più è stato il modo in cui tutta la famiglia ha affrontato la situazione: pur non essendo ebrei hanno deciso di non restare indifferenti davanti ai maltrattamenti di persone innocenti, rischiando anche la vita per salvarle. La signora ha dovuto sopportare la presenza del generale, restare sempre a casa per avvisare gli ebrei se fossero arrivati i nazisti e accudire praticamente da sola il bambino, dimostrandosi una fortissima donna. Nel film, le vicende, accompagnate da un’emozionante colonna sonora, raccontano della speranza che una sola famiglia è riuscita a dare a tutte quelle persone che si erano ormai rassegnate al loro terribile destino. Non dobbiamo mai dimenticarci il dolore che ha portato la Seconda Guerra Mondiale, ma neanche la speranza che si può accendere nel buio più profondo. Anastasia Bologna, III A

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