Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Giovani insicuri tra telefono e influencer

NEGLI ultimi anni la fotografia che i media danno degli adolescenti non è molto positiva: legati patologicamente al telefono, asociali, insicuri, svogliati, irresponsabili e poco interessati alla scuola, non autonomi, maleducati, influenzabili ma soprattutto violenti. Secondo gli psichiatri, in Italia sono 300mila i giovani dipendenti da internet che hanno sviluppato malattie per l’uso continuo degli apparecchi elettronici. Le persone affette da ‘cellularomania’ considerano lo smartphone uno strumento per soddisfare bisogni d’affetto e il principale mezzo per comunicare. PER l’ente di ricerca britannico Yougov, 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto con lo smartphone e molti manifestano stati d’ansia quando sono a corto di batteria, credito o senza copertura di rete. Gli esperti parlano di sindrome del ‘pollice da smartphone’ cioè dolori al pollice causati dall’uso ripetuto del dito per scrivere messaggi, e-mail e text via telefono con conseguente sviluppo di artrosi. Ci sono poi casi estremi come quello degli Hikikomori: adolescenti che si isolano nelle proprie camere e che rifiutano relazioni sociali se non attraverso Internet. Un disagio presente anche sul nostro territorio visto che a Reggio Emilia sono emerse 54 segnalazioni di ritiro scolastico dovuto a sofferenze psicologiche. Visto che sono insicuri, i ragazzi di oggi sono facilmente influenzabili, e hanno bisogno di seguire dei modelli come gli influencer. Si tratta di personaggi noti di cui le aziende si servono per spingere i clienti a comprare i propri prodotti sfruttando il forte legame emotivo tra le celebrità e i loro fan. LA VIOLENZA tra adolescenti è testimoniata soprattutto dagli episodi di bullismo con cui una persona viene esposta ripetutamente ad azioni offensive come diffamazioni, derisioni, esclusioni e aggressioni fisiche messe in atto da uno o più compagni. Secondo l’Università di La Spezia, 8 ragazzi su 10 sono vittime di bullismo e cyberbullismo. Chi ritiene che, via web, non ci siano conseguenze negative, dimentica i molti suicidi a causa di insulti ricevuti online. Nel suo libro Maleducati o educati male?, Isabella Milani assolve completamente i giovani: «I figli sono il prodotto soprattutto del modello ricevuto in famiglia e di una società che li vuole soprattutto consumatori. I responsabili dell’educazione, in primis i genitori, dovrebbero interrogarsi». Attraverso gli studi, la professoressa è giunta alla conclusione che il problema sono i genitori che difendono sempre i figli non prendendo provvedimenti e andando spesso contro i professori.

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