Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La scuola premiata in Senato. Al concorso “Testimoni dei diritti” vince il cortometraggio maceratese

«NON UCCIDERE i miei sogni» è il titolo del cortometraggio che abbiamo realizzato noi delle classi 2ª e 3ª A dell’istituto comprensivo Fermi. Un lavoro incentrato sulla dichiarazione dei Diritti umani, in particolare l’articolo 1: il nostro cortometraggio, ideato dalla professoressa Miriana Mazzolini e dalla brava regista Silvia Luciani è stato scelto come uno dei migliori. Per ricevere il premio siamo stati invitati al Senato. Il cortometraggio ha come argomento l’intervista a Fofana Mbaye, un migrante africano che racconta le sue emozioni a seguito della sparatoria a sfondo razzista di Luca Traini. Siamo arrivati alle 11.30 nella Capitale. Appena entrati nell’aula del Senato siamo rimasti a bocca aperta per la bellezza e l’immensità della stanza. Una volta sistemati, ogni alunno al posto di un senatore, abbiamo aspettato l’arrivo della presidentessa del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha iniziato il discorso sui diritti dell’uomo e ha effettuato la premiazione dei vincitori. Io, avendo molto a cuore temi come quelli trattati nel cortometraggio e avendo grande rispetto per le autorità, mi sono molto emozionata ad incontrare il Presidente del Senato, la seconda carica dello Stato. Lucia Giovagnotti 2ª A IN CLASSE l’insegnante Mazzolini ci disse che due di noi avrebbero dovuto parlare del cortometraggio nell’aula del Senato, così abbiamo fatto una piccola elezione e siamo stati scelti io ed un mio compagno. Ero felicissima, ma anche spaventata, e se avessi fatto una figuraccia? Nelle settimane precedenti la premiazione tentai di ripassare il più possibile il mio discorso; saremmo andati al Senato e, per di più, anche in diretta televisiva. Arrivati cominciai a provare un po’ d’ansia ma non ci feci caso. Alle 15.15 iniziò la diretta. Entrò in aula il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati seguita da alcuni ministri, lei fece un breve discorso, poi toccò alle scuole vincitrici; mentre il mio compagno leggeva il mio cuore iniziò a battere più forte che mai, ero agitatissima, sapevo che la mia famiglia mi guardava, quindi dovevo fare una bella figura. Finalmente arrivò il mio turno: quel battito assordante mi trapanava forte le orecchie, non riuscivo a capire nemmeno quello che dicevo, verso le ultime righe del mio discorso aumentai leggermente la velocità di lettura per porre fine a quell’insopportabile frastuono. Pensavo di avere letto malissimo, invece, un grande applauso si levò dalla sala, tutti battevano le mani per noi, per quello che avevamo detto, ero emozionatissima. Alla fine della diretta sentivo di essermi liberata di un peso enorme; sono felicissima di aver vissuto questa bellissima esperienza! Sara Vecchi 3ª A IO e la mia classe siamo andati a Roma perché abbiamo vinto un progetto proposto del Senato dal titolo ««Testimoni dei diritti». Sono stato scelto dai compagni per rappresentare la mia scuola e parlare davanti al Presidente del Senato e spiegare in sintesi il nostro progetto. Arrivati a Roma non avevo l’ansia, non so il perché ma sapevo che sarebbe andato tutto secondo i piani prestabiliti del Senato. I ragazzi rappresentanti di ogni scuola avrebbero spiegato al Presidente i loro progetti nella sala Garibaldi e dopo aver finito saremmo entrati nella camera dei senatori e sarebbe iniziata la diretta. C’era la fila fuori dal Palazzo Madama, ogni scuola aspettava il turno per entrate. «Enrico Fermi di Macerata!» era il nostro turno, prima di salire ci hanno fatto visitare alcune stanze del Senato e infine siamo entrati nella camera dei senatori. Lì cominciavo ad avere l’ansia. Dopo qualche minuto invitano me e la professoressa Mazzolini in sala Garibaldi perché da un momento all’altro sarebbe venuto il Presidente. Io e la professoressa stavamo davanti al banco dove era esposto il nostro progetto: il cortometraggio spiegava quanto era successo a Macerata il 3 febbraio 2018. Vedevo gente che parlava, che andava di qua e di là per vedere se tutto era preciso per l’entrata del Presidente. L’ansia si faceva sentire. Entrò il Presidente, tutte le telecamere i flash la seguivano e riprendevano le esposizioni delle scuole. Noi eravamo gli ultimi per la spiegazione e più il Presidente si avvicinava più il mio battito cardiaco diventava sempre più veloce. Era il nostro turno, l’ansia a mille, il mio cuore voleva uscire dalla cassa toracica e io dovevo rimanere calmo, una cosa impossibile. Una volta stretta la mano del Presidente del Senato cominciai a spiegarle il nostro progetto. Tutti che facevano foto, video per immortalare quel bellissimo momento. Finito tutto siamo entrati io e la mia professoressa nell’aula del Senato, è cominciata la diretta ed è andato come doveva andare. Non mi scorderò mai di questa bellissima esperienza. Sulo Kdrija 3ª A ASSIEME alla 3ª A, grazie alla vittoria di corto intitolato «Non uccidere i miei sogni» nell’ambito del concorso «Testimoni dei Diritti», ci siamo andati a palazzo Madama, dove ha sede il Senato. Mentre aspettavamo di entrare in Senato abbiamo incontrato classi provenienti da tutta Italia: mi piaceva l’idea che una città piccola come Macerata fosse potuta arrivare tra le prime classificate. Una volta entrati ci hanno spiegato a cosa sono adibite le stanze del palazzo e ci hanno mostrato gli oggetti particolari che impreziosiscono gli ambienti. Al termine della visita ci hanno accompagnato nella sala in cui i senatori votano le leggi della Repubblica. L’ambiente era davvero elegante e ricco di storia. Infatti alle spalle della seduta del Presidente si trovano due targhe molto importanti; una cita la proclamazione della Repubblica dopo il referendum del 1946 e l’altra una frase del re Vittorio Emanuele II detta al momento della proclamazione del regno d’Italia. I commessi ci hanno fatto sedere sulle poltrone dei senatori. La seduta era presieduta dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati che, dopo aver introdotto sull’importanza dei diritti fondamentali dell’uomo, ha dato la parola agli alunni rappresentanti di ogni classe. Questi ultimi davano lettura di un articolo dei diritti dell’uomo e spiegavano il lavoro fatto per il quale era stata data la possibilità di partecipare alla giornata. Alla fine la presidente Casellati ha dato ad ogni scuola vincitrice una targa per la partecipazione del progetto «Testimoni dei diritti» . E’ stata un magnifica esperienza che mi ha arricchito molto. Fabio Paparelli 2ª A

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI