Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

La felicità? Ecco da che dipende

ENTRA con forza nel campionato di giornalismo la scuola di Santa Maria Maddalena. I giovani cronisti della classe 3C, guidati dalla professoressa Maura Bellinazzi, ha lavorato su un tema molto particolare, la ricerca della felicità. Esiste, è possibile realizzarla, è solo una chimera? Ecco le loro riflessioni. Buona lettura. STUDIO A PUNTATE SULLA FELICITA’ Nella dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America, ratificata a Filadelfia il 4 luglio 1776, si legge che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, fra questi la vita, la libertà e la ricerca della felicità. Fortunato quello stato che persegue questo obiettivo. Trovare la felicità oggi diventa sempre più difficile, se non impossibile. Nei Paesi più sviluppati i ragazzi hanno beni materiali e agi, non pensano quindi alla loro felicità e non sanno dove trovarla. In questo tipo di società, nessuno si chiede più perché possiede telefoni, vestiti di firma, cibi sofisticati, una casa di proprietà, nessuno è grato per quello che ha o riceve. Niente più sorprende o soddisfa. Dopo vari studi scientifici sull’essere umano si è riscontrato che quando si ha tutto, molto più dell’indispensabile, si è incapaci di provare felicità, allegria, entusiasmo, gioia. Invece nelle comunità estremamente povere, provare queste emozioni è più semplice. La nostra felicità dipende soltanto da noi stessi, non da un fattore esterno. L’uomo ha sempre cercato una spiegazione a tutto, ha dato sempre la colpa alla natura o alle divinità, ma mai a se stesso, ha dato una spiegazione anche alle delusioni. Esiste una leggenda che narra di dei ormai impauriti e invidiosi delle capacità degli esseri umani, che nascondono la felicità a questi ultimi nel luogo più improbabile, nel cuore, un posto in cui l’uomo mai la cercherebbe. Un esempio di questa ricerca fallita è Giacomo Leopardi, grande scrittore e poeta, che durante la sua vita mantiene sempre uno sguardo pessimista sul mondo. A causa di grandi delusioni storiche ed esistenziali si era convinto che la vita dipendesse solo dalla materia, e con essa finisse. Inutile cercare la felicità, perché di fatto non è uno stato che appartiene all’uomo, è solo una momentanea cessazione del dolore. Al giorno d’oggi la maggior parte delle persone agiate è come Leopardi, ossia non comprende i bisogni per cui siamo stati creati. Tutti abbiamo tre bisogni fondamentali: «appartenenza, condivisione, servizio». Quando queste tre condizioni sono assenti cominciamo ad ammalarci di depressione, pessimismo e infelicità. L’unica cosa che può guarirci è ritrovarle. Marta Crivellini Irene Drago Alessandro Ganzaroli Luciano Midolo Anastasia Squarzoni

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