Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Alla scoperta della biblioteca Malatestiana di Cesena: «Viaggio in un mondo magico»

 

IL 20 DICEMBRE scorso noi alunni della classe 2ª E siamo andati a Cesena per visitare la Biblioteca Malatestiana. La Biblioteca Malatestiana fu inaugurata il 15 agosto 1454 grazie a Malatesta Novello, che ne rese possibile la costruzione. All’ingresso del palazzo la nostra guida ci ha accolto calorosamente accompagnandoci in un’aula del primo piano provvista di Lim. Con l’aiuto delle immagini siamo stati coinvolti nella storia della Biblioteca e in quella della nascita della stampa. I primi manoscritti o codici venivano realizzati in pergamena, ricavata da pelle di animali (pecora o capra). Per scrivere si usavano le penne d’oca intinte in inchiostri di diversi colori, che resistevano per secoli, i cui pigmenti venivano ricavati da elementi presenti in natura come i lapislazzuli. La riproduzione di testi e immagini veniva affidata ai monaci amanuensi che, con pazienza e precisione, realizzavano magnifici libri. Possedere un manoscritto richiedeva molto denaro e non tutti potevano permetterselo. In Europa la tecnica si perfeziona con la scoperta della stampa a caratteri mobili (Gutenberg 1394-1468). Grazie alla sua esperienza di orafo, realizza nuovi caratteri mobili in lega di stagno e piombo. Tale innovazione, unita all’inchiostro veniva impressa nel foglio con il torchio tipografico. Questa tecnica, veloce ed efficace si diffonde molto rapidamente anche fra le classi sociali meno agiate. Oggi la Biblioteca civica Malatestiana di Cesena è inserita nel patrimonio dell’Unesco. LA NOSTRA ‘tutor’ ci ha raccontato che l’edificio è stato costruito nel convento dei frati francescani. La visita guidata è entrata nel vivo quando, prima di entrare nella Biblioteca antica, ci siamo fermati ad ammirare il portale di entrata dove sono collocati i tre stemmi dei Malatesta e la data dell’inaugurazione (1454). Sopra vi è rappresentato un elefante avvolto da un cartiglio con la scritta ‘L’elefante indiano non teme le zanzare’. L’elefante rappresenta la famiglia dei Malatesta, forte, potente e possente, mentre le zanzare sarebbero i nemici, piccoli, impotenti, ma fastidiosi. Quando la guida ha aperto la doppia serratura del portone siamo entrati in un ‘mondo magico’ dove neanche oggi viene utilizzata la luce artificiale. Nell’ambiente, suddiviso in tre navate, si trovano 58 banchi di legno, i plutei, disposti su due file perfettamente conservati, dove sono riposti i libri ancora incatenati. Il colore dominante è il verde perché è un colore che rilassa e aiuta la concentrazione. Proseguendo nel nostro percorso ci siamo diretti nella sala del Nuti, molto più grande, in cui sono esposti in vetrina moltissimi esempi di Codici dal più grande che pesa più di 35 chili al più piccolo libro mai scritto leggibile anche ad occhio nudo. Alcuni sono tascabili, su altri è stato stampato un ex-libris o la marca tipografica e altri sono degli spartiti giganti che venivano usati nelle chiese per la Messa e i cori. Nella stanza sono appesi alle pareti imponenti quadri con la cornice d’oro che ritraggono i pontefici, Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti. Ci sono librerie in legno dove sono riposti tanti volumi con la copertina finemente impreziosita da scritte in oro. DOPO una breve pausa-merenda siamo ritornati nell’aula Lim dove abbiamo trovato i tavoli con i materiali che avremmo dovuto utilizzare. Ritrovato il silenzio e l’ordine, la guida ci ha mostrato e spiegato come dovevamo realizzare un ex libris. Il risultato finale con la pressatura al torchio tipografico, comunque, non è stato dei migliori perché l’ eccessiva quantità di colore ha rovinato il lavoro. Purtroppo, si sa, noi ragazzi non abbiamo la stessa manualità e precisione dei monaci amanuensi, però con impegno e un po’ di pazienza siamo riusciti ugualmente a portare a termine il lavoro assegnatoci. Tutte le attività svolte in questa uscita sono state apprezzate perché sono state fornite molte notizie su questo particolare edificio e sulla storia della scrittura. Abbiamo capito, inoltre, quanto fosse impegnativo per gli amanuensi dell’epoca realizzare un manoscritto. Classe 2ªE

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI