Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Il nuoto, grande amore». Campionessa si racconta

I CRONISTI della classe 1A della scuola Venezze a tu per tu con una campionessa che rappresenta un simbolo dello sport del Polesine. Sono seguiti dalla professoressa Alessandra Recchiuti. E’ VENUTA a trovarci a scuola la zia della nostra compagna Martina, Laura Foralosso. La dottoressa Foralosso, 53 anni, è nata e cresciuta a Rovigo ed è stata negli anni ’80 una delle personalità sportive più importanti di Rovigo e di tutta Italia. E’ stata campionessa di nuoto nella specialità dorso. Ha partecipato, rappresentando il nostro Paese, alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Ci ha raccontato che la mamma aveva iscritto lei e il fratellino ad un corso di nuoto che si teneva d’estate al mare nella località dove erano soliti andare in vacanza. Così ha iniziato a partecipare anche alle gare e a dieci anni ha vinto il campionato provinciale e poi quello regionale. Laura però soffriva e ne soffre ancora, di vertigini e questo le era d’ostacolo. Così il suo allenatore le consigliò di iniziare a nuotare a dorso. La trovò un’ottima idea e iniziò ad allenarsi. Nel 1976 a Padova vinse il campionato internazionale di dorso. Viste le numerose vittorie la Federazione Italiana Nuoto pensò di inviarla alle Olipiadi che si sarebbero tenute a Montreal in Canada ma non poté andare perché troppo giovane. La sua bravura le consentì di poter andare all’estero convocata dalla Federazione. Nel periodo invernale gli atleti andavano ad allenarsi ai Caraibi ma questo la portava a perdere molti giorni di scuola. Nel suo tempo libero studiava facendosi dare i compiti per telefono da sua mamma, non c’erano ancora i cellulari. Quando tornava a scuola doveva mettersi a pari con le verifiche e le interrogazioni. Nel 1980 aveva vinto tutto quello che si poteva vincere, era fra le prime dieci dorsiste del mondo. Arriviamo così al 1980 anno delle olimpiadi di Mosca. Per partecipare era necessario passare una selezione che si sarebbe tenuta in giugno ma purtroppo non essendo in forma, arrivò seconda e così non si qualificò per Mosca. La stampa ne parlò definendo la cosa un’ingiustizia opponendosi all’idea che la migliore dorsista italiana non potesse partecipare. La Federazione la chiamò per darle un’altra possibilità. Doveva fare il record italiano in Germania! Ci riuscì e così poté partecipare alle Olimpiadi. I cronisti della 1A

per leggere la pagina clicca qui