Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Corinaldo, tragedia di finte lacrime

L’8 DICEMBRE 2018 si è svolta una grande serata nella discoteca ‘Lanterna Azzurra Clubbing’, a cui avrebbe dovuto partecipare anche il rapper Sfera Ebbasta. Il locale avrebbe potuto ospitare solamente 469 persone, ma si presume che per la grande serata siano stati venduti 1.400 biglietti. Oltre alla vendita di troppi biglietti per il concerto, a scatenare il panico sarebbe stato un adolescente che, con una bomboletta di spray urticante, avrebbe fatto precipitare tutti verso l’unica porta d’emergenza aperta. La tragedia, quindi, non è accaduta dentro il locale, bensì all’esterno, proprio nel momento in cui tutti cercavano di uscire da quel luogo, che era diventato ormai una trappola mortale. Come è emerso dalle immagini dei telefonini, i ragazzi, usciti dal locale infernale, si sono appoggiati su una balaustra instabile che, sotto il peso di tutta quella gente, è crollata portando i ragazzi alla morte. Oggi si conosce il numero delle vittime che è di sei persone tra cui una madre, che si è sacrificata per salvare sua figlia; il numero dei feriti ammonta a 120, di cui 83 medicati sul posto e 37 portati all’ospedale più vicino. Come se non bastasse, il rapper che doveva cantare quella sera, alle 22, non si è presentato, anzi, si trovava ancora a un altro concerto a Rimini. Sfera Ebbasta, per esprimere il suo rammarico, si è fatto tatuare sei stelle. Amara consolazione per quei genitori e figli che non hanno avuto la soddisfazione di festeggiare il Natale con serenità. A nostro parere, quando un tempo succedevano queste tragedie (anche se molto raramente), le persone erano veramente dispiaciute; ma oggi, se muore un tuo coetaneo, non se ne accorge nessuno, non se ne dispiace nessuno, si inventano solo delle frasi false o di circostanza per far finta di essere vicino alle persone che in questo momento stanno soffrendo veramente, come «Ai concerti si dovrebbe tornare senza voce, non senza vita». Essi, in realtà, non riescono a comprendere che anche in questa nostra era, a volte troppo individualistica, fatti del genere non dovrebbero costituire una tragedia solo per pochi sfortunati, ma anche per noi tutti. Riflettendo sull’episodio di Corinaldo, siamo riuscite a capire la realtà delle cose e anche a comprendere il coraggio dei familiari a vivere nonostante la perdita di un figlio oppure la perdita di una madre.

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI