Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Come andare avanti e vincere la paura?

I TERRIBILI fatti di Corinaldo ci hanno colpito per la loro assurdità. Pensare che tanti ragazzi abbiano incontrato la morte andando ad un concerto. In ognuno di noi ci sono dolore, rabbia, paura. Non svaniranno quando saranno rintracciati e condannati i colpevoli. Queste sono azioni assolutamente necessarie e giuste, ma non bastano a mettere a tacere il dolore, la rabbia, la paura. La domanda che rimane aperta è: come si vince questa paura che taglia le gambe e ti immobilizza? Come andare avanti? Dove trovare il coraggio? Una nostra ‘prof’ ha letto un’intervista a Carròn, che afferma che la paura può essere sconfitta da una presenza, come da bambini tante paure svaniscono in presenza della mamma. Noi abbiamo verificato che una presenza umana forte e coraggiosa può trasmettere questa capacità di andare avanti. CON la scuola siamo andati per “queste domande” ad intervistare il vescovo di Fano. Don Armando, come lui ci ha chiesto di chiamarlo nelle oltre due ore d’incontro, aveva un viso luminoso e forte, mentre raccontava del tumore maligno con cui sta lottando o dei suoi ragazzi morti a Corinaldo. Di loro aveva celebrato i battesimi, le prime comunioni, le cresime! «Averne dovuto celebrare i funerali - ci ha confessato - lo vivo, insieme ai genitori, come un atto ingiusto, cattivo e contro natura». Noi siamo pieni di stupore, per l’incontro con lui. Ha mostrato una grande profondità e vicinanza nei confronti delle vittime e dei familiari, affermando che il dolore e il lutto di quelle mamme e di quei papà resterà per tutta la vita. Ma sul suo viso abbiamo visto che si può andare avanti, vivendo con speranza. È necessario un incontro come abbiamo fatto noi con lui. Ci ha anche detto che la più grande forma di sofferenza è il rancore. In particolare verso se stessi, per quella incapacità di accettarsi così come si è, tanto ricorrente nell’adolescenza. Accettare sé e quanto accade è possibile, avendo un rapporto aperto con adulti che ci amano, a casa o a scuola. Nel rapporto tra genitori e figli bisogna imparare a dirsi «parole di valore». Per accorgersi che siamo amati! Anche i genitori hanno bisogno di essere abbracciati, accarezzati, sostenuti dai figli. Ci ha chiesto di fermarci a riflettere su questo amore gratuito dei genitori, dei nonni, di alcuni docenti o educatori. DON Armando è rimasto in piedi, per tutto il tempo dell’intervista, per esserci più vicino, guardando, davanti a sé, il Crocifisso sofferente per noi. Classe III e professoressa Veronica Cavalli

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