Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

L’8,8% delle famiglie in disagio sociale

ESISTE ancora oggi, purtroppo, la povertà in Itala e ne individuiamo due tipi: la povertà relativa (parametro che indica una difficoltà a recepire dei beni o servizi) e la povertà assoluta (parametro che indica una non accessibilità ai beni o servizi). Secondo l’Istat, la povertà assoluta in Italia coinvolge il 6,5% delle famiglie, mentre la povertà relativa ne coinvolge il 12,3%. Certe volte i poveri sono costretti a vendere i propri gioielli e beni preziosi per riuscire a pagare le spese familiari e lo Stato non riesce a controllare questa insufficienza economica. Basti pensare che per noi è difficile cedere oggetti banali, mentre «loro» devono anche affrontare questo colpo psicologico, privandosi di ciò che possiedono, a volte anche della dignità. Nelle Marche sono 56.920 le famiglie e 134.794 le persone che vivono in condizioni di difficoltà economica. Disagio sociale che coinvolge l’8,8% dei nuclei familiari marchigiani, in leggero calo rispetto all’8,9% del 2016. Questo è un problema che noi Italiani dovremmo sentire vicino: sono nostre le strade in cui si aggirano molti senzatetto. Dobbiamo provare a guardare nel cuore di queste persone e provare ad aiutarle attraverso Onlus o associazioni di volontariato (Caritas, Reis, ecc.). Quando vediamo un senzatetto che chiede l’elemosina per strada, proviamo a pensare come potremmo aiutarlo, ma ci blocchiamo al pensiero che sia un «falso bisognoso», una persona che provi a guadagnare approfittando della generosità altrui. Dovremmo provare a ignorare i nostri pregiudizi e le nostre paure: spesso veniamo spaventati dalla diversità. La povertà influisce anche nella vita scolastica dei bambini o ragazzi che vengono spesso derisi per la loro situazione sociale; inoltre, secondo l’Ocse, i poveri vanno male a scuola: sulla scala Pisa, più di 150 punti separano il punteggio medio del 25% più «bravo» dal punteggio medio raggiunto dal 25% più svantaggiato (sulla scala socioeconomica). Circa la metà degli studenti svantaggiati frequenta il 25% delle scuole più svantaggiate del Paese. Noi studenti invitiamo ognuno di voi lettori a trovare un modo per aiutare tutte queste persone sfortunate e a mettersi nei loro panni. Pensiamo al prossimo, non solo a noi stessi. Non servono gesti di grande clamore: servono unicamente sensibilità, apertura e impegno quotidiano. Matteo Mastrosanti e Luigi Mastrostefano III B

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