Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

John Mpaliza, il camminatore di pace

IL 6 OTTOBRE SCORSO, all’Auditorium della scuola secondaria di Poviglio, noi ragazzi delle classi terze abbiamo incontrato John Mpaliza, ingegnere informatico di 49 anni, originario della Repubblica Democratica del Congo, che da 20 anni vive in Italia, di cui è diventato cittadino. Ha lavorato 12 anni come programmatore al Comune di Reggio Emilia, ma poi si è dimesso per dedicarsi all’organizzazione di marce nazionali ed internazionali per la pace. Lo scopo di questi viaggi, in Italia ed in Europa, è quello di far conoscere il dramma del popolo congolese, vittima di una guerra economica che ha provocato, e continua a provocare, milioni di vittime. Il Congo, infatti, è un paese ricco di materie prime, ma la sua popolazione, come testimonia John, vive in condizioni di povertà e sfruttamento. TRA LE MATERIE prime di cui il Congo è ricco spiccano il coltan e il cobalto. Il coltan è un minerale radioattivo impiegato nella fabbricazione degli smartphone, la cui estrazione mette in pericolo la vita dei lavoratori, tra cui bambini, che rischiano di ammalarsi e morire di tumore e che vengono pagati pochissimo. L’altro minerale è il cobalto, usato per l’industria automobilistica, in particolare per costruire le auto elettriche, anche questo viene estratto soprattutto da donne e da bambini, questi ultimi vengono fatti entrare in cunicoli non sicuri rischiando la vita. JOHN È SEMPRE stato spinto dal desiderio di incontrare e confrontarsi con la gente su temi legati alla pace, ci ha spiegato quanto sia stato difficile il percorso che ha intrapreso perché ha dovuto camminare col caldo e col freddo, col bello e col brutto tempo. Durante i suoi viaggi rallegrava le persone con la sua chitarra cantando «Hakuna Matata» e «The lion sleeps tonight» che, alla fine dell’incontro, ha cantato anche per noi coinvolgendoci. Insieme a lui abbiamo visto alcuni video che mostravano la drammatica situazione del Congo e siamo rimasti molto impressionati da questa dura realtà. John ci ha anche fatto vedere alcune foto della marcia partita da Reggio Emilia e arrivata dopo quarantuno giorni al Parlamento di Bruxelles, trasmettendoci il messaggio che le grandi battaglie si possono condurre con il sorriso sulle labbra. Grazie a quest’incontro, abbiamo capito che la tecnologia è importante però bisogna essere consapevoli del fatto che dietro alle nostre comodità ci sono persone che lavorano e muoiono per le condizioni disumane volute dai potenti. Rita Barani, Sara Caleffi, Giulia Carpi, Aurora Panella e Sabrina Stirparo III C

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