Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Il grido dei giovani: «Mai più mafia»

IL 5 DICEMBRE scorso, al teatro Astra di Bellaria, abbiamo assistito allo spettacolo Dieci storie proprio così. Ci è stato comunicato, in qualche modo, il significato di che cosa sta succedendo intorno a noi, atti e fatti criminali avvenuti nel corso del tempo e ancora oggi In poche parole, la mafia. Questa parola è conosciuta da tutti come un fenomeno diffuso soprattutto in Italia, ma ovviamente ci sbagliamo perché la mafia è presente ovunque ci capiterà di andare o ovunque trascineremo il dito sulla cartina geografica, in paesi come Russia, America, Francia e tanti altri. Ci siamo accorti che intorno a noi c’è una realtà che non è visibile a occhio nudo ma vera, purtroppo migliaia o addirittura milioni di persone soffrono per questa specie di malattia che mette tanta paura e di cui è difficile avere il coraggio di curarla perché ti terrorizza e ti avverte di pericoli che potresti rischiare volendola eliminare. Come noi tutti sappiamo, la mafia ha origini meridionali, precisamente siciliane. Ma la mafia è ovunque in Italia, anche al Nord, fino addirittura alla nostra regione, l’Emilia Romagna, dalle grandi città alle piccole province. Ci sono persone non solo osano prendersi i soldi senza permesso ma anche capaci di uccidere se non fai quello che ti dicono loro. Le vittime dei mafiosi sono tantissime, soprattutto tra chi ha fabbriche, negozi e beni, chi rifiuta di pagare o sporge denuncia. I mafiosi non pensano a niente, arrivando pure a uccidere giovani e bambini. Dopo lo spettacolo, abbiamo avuto l’occasione di parlare con gli attori ci sono venuti a spiegare i fatti attraverso delle storie reali raccontate da chi le ha vissute. Queste testimonianze vogliono insegnare a noi giovani a essere in grado di combattere l’omertà, il silenzio che copre questi crimini, permettendo che possano continuare ad accadere. Le storie che abbiamo ascoltato ci hanno molto colpito. La mafia si può sconfiggere nonostante tutti gli orrori che ha provocato e gli ostacoli che dovremmo affrontare per superarla. Pensiamo che ogni persona che viva queste vicende debba trovare il coraggio di denuciare. Meglio vivere sotto scorta che vivere liberi da codardi. L’appello che facciamo a tutti è questo: «Se vedi qualcosa di spiacevole è meglio raccontare tutto». Marika Maria Ricciuto, Aicha Bounou, Nada El Imrani II D

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