Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

A lezione di ‘orientamento’. I ragazzi alle prese con il futuro e la scelta delle superiori

RIPENSANDO a questi tre anni pieni di risate, fatica, divertimento, ma soprattutto unione, amicizia e spirito di squadra, ci vengono alla mente anche le più piccole cose, ma per noi significative, che li hanno caratterizzati, come il suono delle campane della chiesa di San Martino o la nostra allegra confusione durante il cambio dell’ora. Ci sono dettagli che non potremo dimenticare, insieme ai sorrisi o le sfuriate dei nostri insegnanti. Questo è l’ultimo anno delle medie, l’anno della scelta più importante, che ci farà dividere, ma è parte fondamentale del nostro percorso. Ci piace pensare, con nostalgia, che saremo gli ultimi di una serie particolare: le nostre sezioni J, K, O (figlie della scuola media a cui appartenevamo) si esauriscono con noi, perciò vorremmo lasciare il segno, scrivendo di noi e delle nostre paure e aspettative. Da mesi stiamo riflettendo sulla fatidica scelta, che ci porterà ad affrontare un altro episodio delle nostre vite. In questa selva oscura di scuole superiori, cerchiamo anche noi una guida che ci accompagni all’uscita. Ecco perché, come tutti i nostri colleghi di terza media, durante quest’anno scolastico abbiamo affrontato il percorso dell’orientamento. In tutte le scuole vengono organizzati progetti relativi ad esso; nel nostro istituto è stato invitato il dott. Andrea Bilotto per sottoporci a un test psicoattitudinale, che poi è stato analizzato e commentato in classe. Questo test ha aiutato alcuni di noi a chiarirsi le idee riguardo la scelta della scuola superiore. Certo, molti di noi avevano già la loro idea, ma è stato importante vedere confermate le nostre scelte iniziali da un esperto in materia. In seguito abbiamo pensato di raccogliere i dati relativi a questo percorso preparando un sondaggio da sottoporre ai ragazzi delle altre terze della nostra scuola. DOPO aver pensato alle domande, tre di noi hanno fatto il giro delle classi per registrare le risposte dei nostri colleghi; le abbiamo poi sommate e con esse è stato prodotto un grafico di semplice impatto visivo. Ecco il risultato: analizzando la prima risposta del sondaggio, si può ricavare il numero di alunni per i quali è stato efficace il test psicoattitudinale: ad esempio in 3ªO, 13 alunni su 19. In 3ªK sembra che il test sia stato significativo solo per un alunno. Il dato potrebbe sembrare negativo ad una prima lettura, ma, considerando la successiva domanda, si evince che proprio in quella classe 21 ragazzi avevano già le idee molto chiare in partenza, perciò Bilotto ha solo confermato le loro scelte. Un altro dato positivo: una bassissima quantità di alunni ha le idee poco chiare in merito all’orientamento (2 su 65), forse grazie all’utilità di lezioni aperte e laboratori offerti dalle scuole superiori, nonché all’aiuto degli insegnanti che ci hanno guidato in questi ultimi mesi. Si nota anche che, soprattutto in 3ªK, tra gli alunni che vorranno frequentare il Liceo, la maggioranza è composta da femmine. IN 3ªJ INVECE si nota una maggiore propensione al tecnico. Coloro che hanno scelto il professionale sono in minoranza in tutte le classi. Alcuni di noi hanno già pensato a un percorso più lungo che comprenderà anche 4 o 5 anni di Università, e in maggioranza sono femmine. Svolgere questo lavoro ci è stato utile in modo trasversale: abbiamo potuto lavorare in gruppo per preparare le domande; abbiamo imparato a creare e analizzare grafici... Infine, la cosa più interessante: ci siamo resi conto che ogni classe è diversa ed è splendido capire che ognuno abbia una propria identità. È stato utile confrontare le nostre diverse idee e capire che abbiamo pensieri eterogenei ma un obiettivo comune da voler raggiungere e un diploma da conquistare. Tra pochi giorni faremo la nostra scelta in modo concreto, selezionando la scuola sul portale on-line... Sarà la scelta giusta? Ai posteri l’ardua sentenza. Classe 3ªJ

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