Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Pomeriggio di fuoco… sui libri

NOI ALUNNI di seconda media dell’Istituto Collegio San Luigi nelle scorse settimane abbiamo svolto una piccola inchiesta su un argomento che ci interessa molto: come i nostri coetanei trascorrono il pomeriggio durante la settimana di scuola. Abbiamo svolto delle interviste ai nostri compagni che frequentano la scuola secondaria di primo grado del nostro Istituto e di altre scuole. La prima domanda riguardava il tempo che si trascorre in media ogni pomeriggio per eseguire i compiti. Come si desume dal diagramma a torta che abbiamo realizzato, con l’aiuto del professore di tecnologia, risulta che i ragazzi intervistati (una trentina) sono impegnati nello studio individuale in media 2 ore su 2 ore e mezza ogni giorno; abbiamo incontrato anche amici che studiano meno, ma i risultati, per loro stessa ammissione, non sono particolarmente brillanti. Qualche ‘studioso’ impiega anche più di 3 ore e abbiamo constatato che i voti sono molto alti. Abbiamo chiesto quali metodi preferiscano per svolgere i compiti. Moltissimi si servono di mappe concettuali o schemi; i più esperti riescono a crearli da soli, ma la maggioranza si serve di mappe costruite in classe o con l’aiuto di familiari. Alcuni trovano molto utile il sostegno dello ‘Studio assistito’, che si tiene nella nostra scuola o in altri istituti dove i professori offrono il loro sostegno. Pochi seguono i consigli dei docenti, che insistono di studiare con attenzione prima di eseguire gli esercizi. Anche noi ammettiamo che, per pigrizia o per fretta, facciamo il contrario. DALLA nostra inchiesta risulta che i libri di testo in adozione non siano tanto apprezzati da alcuni, che lamentano mancanza di chiarezza, ma per la maggioranza i testi scolastici risultano adeguati e in linea con le lezioni dei professori. Un problema che emerge per tutti gli intervistati riguardo ai libri di testo è che siano troppo pesanti. Pochi, però, utilizzano i libri digitali, per motivi vari: ‘ti possono rubare il dispositivo’ , ‘sono scomodi’, ‘alcuni genitori non sono d’accordo’. Tutti abbiamo notato che l’atteggiamento dei nostri genitori riguardo allo studio è profondamente mutato: siamo più autonomi e responsabili di fronte all’impegno individuale e c’è meno controllo diretto. Questo aspetto dalla maggioranza è molto apprezzato, ma alcuni dicono che si sentono ‘soli’ e non ancora pronti per un lavoro in autonomia. Riccardo Grandi, Alessandro Idalghi, Tommaso Iuliano, Martina Tagliani, Rocco Parlato

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