Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Mafia, una lotta quotidiana

PARLARE di mafia non è semplice ed è un argomento che è stato già molto discusso, ma che resta ancora molto attuale nonostante siano passati tanti anni da quando è emersa questa piaga. Su questo tema sono state realizzate tante pellicole che denunciano questa triste realtà e mi piacerebbe iniziare con un film che ho visto al cinema qualche anno fa e che mi ha fatto capire in modo semplice la storia della mafia a Palermo (la mia città d’origine) negli ultimi trent’anni. Il film ‘La mafia uccide solo d’estate’ parla di un bambino di nome Arturo, nato a Palermo lo stesso giorno in cui il malavitoso Vito Ciancimino viene eletto sindaco. Il ragazzo cresce e racconta la storia di una città tremenda con molti attentati della mafia e della cappa che la mentalità mafiosa stende sulla società. Durante il film possiamo incontrare personaggi di rilievo come il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Salvo Lima ed il noto mafioso Totò Riina. La mafia è un’organizzazione criminale calabrese, siciliana, campana, sviluppatasi successivamente anche nel nord Italia, in Europa e nel resto del mondo. Ciò che interessa ai mafiosi è il potere economico, soldi che riescono ad ottenere grazie al traffico illecito di armi, uomini, droga, prostituzione o facendo affari con politici per ottenere favori in cambio di voti oppure attraverso il ‘pizzo’, una sorta di tassa che i mafiosi chiedono ai commercianti in cambio di protezione. Chi non paga rischia di vedersi incendiato il negozio o peggio. Tra i simboli più importanti della lotta contro la criminalità vi è Libero Grassi, ucciso da ‘cosa nostra’ nell’agosto del ’91 per essersi ribellato all’imposizione del pizzo e per aver denunciato e fatto arrestare i suoi estorsori. Qualche mese dopo la sua morte venne varato il decreto anti- raket con l’istituzione di solidarietà per le vittime di mafia. L’imprenditore palermitano, però, non è certo l’unico ad aver pagato con la propria vita, infatti, tra questi vi sono anche coloro che hanno permesso alle istituzioni di colpire duramente la mafia, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ricordo con onore. Penso che il problema della mafia sia lontano da me e ammiro le persone che la combattono, nonostante rischino la vita ogni singolo giorno. Credo che si possa tutt’oggi combattere la mafia, come nel 1986 quando avvenne una svolta nelle indagini su ‘cosa nostra’ grazie all’interrogatorio del pentito Tommaso Buscetta, nel periodo in cui il pool iniziò a lavorare al famoso maxiprocesso che nel 1987 si concluse con 360 condanne per un totale di 2665 anni di carcere. Non ho specificato nel dettaglio la vita di Falcone e di Borsellino perché grazie ai libri, la televisione, ai giornalisti la loro storia è conosciuta in tutto il mondo. Vorrei ricordare una frase di Paolo Borsellino, che possa fare riflettere tutti quanti: ‘Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una sola volta’. Giovanni Stancanelli, 3E Professoressa Alessia Cortesi

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