Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La nostra classe: insieme di culture»

OGGI giorno, come in passato, migliaia di migranti continuano ad abbandonare le proprie terre. Perché lo fanno? Alla base di queste migrazioni, vi sono diversi motivi: le condizioni economiche, la guerra e le persecuzioni. Ormai la nostra società è diventata multietnica. In Geografia abbiamo affrontato l’argomento di civiltà multiculturale e interculturale. Si parla di una società multiculturale quando c’è una tendenza a mantenere fissi i confini tra i vari gruppi e si pensa che le culture siano delle entità rigide che permangono uguali a sé stesse nel trascorrere del tempo. Invece la società interculturale permette lo scambio di cultura e la fusione di lingue e abitudini tra le varie etnie. SPESSO nelle società multiculturali nascono conflitti tra i vari gruppi e le comunità di migranti fanno fatica a trovare posti di lavoro e ad integrarsi. La nostra classe è un esempio di società interculturale, perché tra di noi avviene un mescolamento di varie culture. Possiamo affermare di esserne fieri. Diamo voce ora ad alcuni nostri compagni: «Mi chiamo Sylvester, ho tredici anni e vengo dal Ghana. Avere l’opportunità di venire in Italia è stato un grande desiderio che si è avverato per me, perché in Africa c’è tanta povertà e quindi non avrei potuto ricevere l’istruzione scolastica che volevo. Arrivato a Reggio Emilia, ho aspettato tre mesi prima di iniziare la scuola; la difficoltà più grande è quella di imparare la lingua, ma, grazie ai miei compagni di classe, sto superando le difficoltà e mi sento benvenuto. Quando sarò cresciuto, mi piacerebbe tornare in Ghana perché ho il desiderio di aiutare le persone, soprattutto quelle della mia patria. L’Italia per me è una seconda casa e mi piace molto, soprattutto i miei amici. Una cosa che però non mi piace dell’Italia è il razzismo durante le partite di calcio». «SONO Sofia, sono russa e nel 2016, insieme a mia mamma, ho dovuto abbandonare il mio paese, i miei amici e parte della mia famiglia e questo mi ha fatto molto soffrire. Abbiamo viaggiato in cattive condizioni su un furgone pieno di gente povera come noi. Dopo qualche giorno mia mamma aveva paura che non saremmo arrivate ma fortunatamente ce l’abbiamo fatta. Arrivata a Reggio Emilia ho tirato un sospiro di sollievo ed è iniziata una nuova vita per noi». In conclusione, riteniamo che la diversità rappresenti un arricchimento per la formazione personale di tutti. Classe III D © RIPRODUZIONE RISERVATA

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