Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«La libertà e la lotta alla mafia»

ABBIAMO invitato a scuola il magistrato Umberto Monti per riflettere sul concetto di libertà. Magistrato Monti. Innanzitutto la ringraziamo per averci dato la possibilità di incontrarla e siamo davvero felici che lei sia qui con noi per parlare di questo argomento importantissimo. Che cos’è la libertà per lei? «Si dice che la libertà di un individuo finisce dove inizia quella dell’altro ma io preferisco dire che la libertà di un individuo inizia insieme a quella dell’altro. E’ questo quello che penso e spero di avervi trasmesso un messaggio importante». Se si è liberi insieme, come può ciascuno essere libero? «Assumendo un atteggiamento di apertura verso l’altro, condividendone pensieri e sentimenti nella consapevolezza che essi hanno la stessa dignità dei nostri». La libertà in Italia è stata sempre garantita? «La privazione della libertà in Italia è legata alla mafia, un’organizzazione criminale che ha ucciso nel 1992 il giudice Giovanni Falcone con la sua compagna e la scorta. Era il 23 maggio e questa data nessuno può permettersi mai di dimenticarla. Pochi giorni dopo, il 19 luglio dello stesso anno, la medesima sorte toccò al collega Paolo Borsellino. Due fatti, due tragedie che hanno sconvolto la storia del nostro paese». Falcone, Borsellino e gli uomini delle scorte sapevano di rischiare la vita? «Falcone rispondeva che lottavano ‘per amore’, amore verso la loro terra, per abituare gli animi a sentire la bellezza del ‘fresco profumo della libertà». Le regole limitano la nostra libertà? «Le regole possono sembrare un limite ma ci aiutano a vivere la nostra libertà in sicurezza. A volte infrangere una regola ritenuta ingiusta è un atto di coraggio. Nel film ‘L’attimo fuggente’ gli studenti del liceo salgono sui banchi disobbedendo al preside per dimostrare solidarietà al professore che ingiustamente veniva cacciato. Libertà, come dice una famosa canzone, è partecipazione».

per leggere la pagina clicca qui