Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Un piano per ogni fascia d’età»

PER IL FUTURO pensiamo a un centro commerciale ecologico, perché le grandi strutture consumano tantissima energia e speriamo che essa provenga da pannelli solari. Vorremmo entrare in un centro commerciale suddiviso in quattro piani, ognuno dei quali accolga diverse fasce d’età: il primo potrebbe essere riservato ai bambini, il secondo agli adolescenti, il terzo agli adulti e l’ultimo a ristoranti, bar e tutto ciò inerente al cibo. La pianta sarà un cuore, in cima un terrazzo dalla stessa forma, il quale sarà dotato di binocoli per garantire una veduta panoramica dell’Adriatico; riscuoterebbe molto successo una piscina nel «cuore» dell’edificio che richiami il mare e il punto d’incontro. Tutti sperano ovviamente in un edificio antisismico, che garantisca tranquillità e protezione; si potrebbero noleggiare bici in ogni piano per facilitare gli spostamenti, magari su strade riservate. Un altro miglioramento potrebbe essere sui mezzi di trasporto: per facilitare gli spostamenti, specialmente per i giovani, si potrebbero organizzare delle navette che lavorino a tutte le ore e conducano le persone dai paesi al centro commerciale e viceversa; sarebbe tutto molto più semplice per coloro che hanno difficoltà con i mezzi e renderebbe il centro commerciale un punto di ritrovo ancor più frequentato. All’interno sarà possibile prendere lezioni di nuoto, calcio, volley e tennis, saranno quindi presenti diverse piscine, ci sarà un campo da calcio, uno da pallavolo e da tennis, così da poter offrire un’occupazione anche a ragazzi più giovani che vogliono avere il primo approccio con il mondo del lavoro. Sotto il punto di vista lavorativo, rifiutiamo l’adozione di robot o altre tecnologie che sostituiscono il lavoro di giovani e anziani al fine di migliorare le condizioni della popolazione, ormai da tempo in crisi. Con queste innovazioni si potrebbe realizzare un punto d’incontro molto importante, perché lo sport è qualcosa che unisce le persone, così come la semplice comunicazione. Per ottenere un successo maggiore, il centro commerciale del futuro dovrebbe permettere l’ingresso di animali domestici: deve diventare un centro aperto a tutto e a tutti. Per rinforzare il fattore punto d’incontro desideriamo un centro commerciale che esponga e permetta l’acquisto di tutti i prodotti tipici marchigiani. Roberta Piloni, Cecilia Tiberi III C *** ANDIAMO spesso a fare la spesa con le nostre mamme al centro commerciale e ci viviamo una routine interessante, ma pensiamo che potrebbe comunque essere migliorata. Vorremmo che ogni prodotto avesse un numero associato e, selezionandolo, la merce giungesse al cliente tramite un vasto sistema di condotti situati alla sommità dell’edificio. I tubi dovrebbero adeguarsi alla grandezza del prodotto scelto. I prodotti ortofrutticoli dovrebbero essere situati in serre, dove il clima dovrebbe essere adeguato al tipo di ortaggio e le serre dotate di un vasto sistema di refrigerazione automatizzato. Dovrebbe essere un centro di aggregazione sociale dove tutti possano sentirsi apprezzati per ciò che sono, indifferentemente dalla provenienza o dall’etnia e dove possano parlare tranquillamente insieme, come se fossero a casa. Il centro commerciale del futuro dovrebbe essere dotato di centri sportivi all’avanguardia, forniti di attrezzature sportive, in modo tale che ci possa essere un ulteriore stimolo a visitarli. Naturalmente dovrebbe essere ecosostenibile. Il suo tetto coperto da un fitto e ampio sistema di pannelli solari, che servissero ad alimentare tutto il cuore del centro e, di conseguenze, dei suoi visitatori. Lorenzo Menichelli, Natan Rrika III C *** IL CENTRO commerciale del futuro lo immaginiamo celeste, a due piani, al centro una scritta enorme a led bianchi e rossi che si noti da lontano. Con un grande piazzale ed una piscina esterna nella parte dietro ai parcheggi, alcuni all’aperto ma coperti da padiglioni bianchi o neri e altri parcheggi sotterranei. Un grande edificio bianco con l’entrata principale che appare bianca, ornata ai lati con cactus verdi. Appena entrati un vasto piazzale con poltroncine gialle e verdi dove le persone possano riposarsi, a sinistra un grande ristorante self service aperto 24h su 24h con due reparti, pranzo-cena e merenda, tutti e due i reparti dovranno rimanere sempre aperti, per far mangiare alle persone quello che vogliono, anche un bel piatto di pasta alle 17. A destra si estende un corridoio con al centro delle scale mobili funzionanti attraverso pannelli solari posti sul tetto, lungo la corsia si possono trovare negozi di abbigliamento, pizzerie, gelaterie, negozi di make-up, cartolerie e librerie. Da questa parte possiamo trovare una sala dove ci saranno giornali, magazine e per chi vuole una pista da ballo, dove i più anziani si potranno divertire a ballare con la musica che preferiscono, che potranno scegliere dicendo i titoli delle canzoni al personale che li accontenterà immediatamente. Ogni tanto, lungo il corridoio, si potranno trovare dei pouf o delle poltroncine di colori vivaci. Naturalmente non potranno mancare i supermercati che si troveranno sul lato destro, al di fuori del centro commerciale, ma sarà possibile raggiungerli passando attraverso porte scorrevoli in vetro all’interno di esso. Al piano superiore troveremo una sala giochi insonorizzata per bambini, una sala dove le persone possono vedere i suggerimenti di altra gente che potrà lasciare dei bigliettini anonimi con proposte di miglioramento nelle cassette rosse che si troveranno vicino ai negozi; ci sarà anche una sala con strumenti quali pianoforte, chitarra, violino, tromba ecc… Sulla destra una biblioteca a cui si può avere accesso anche dall’esterno e nella quale non si potranno sentire i rumori provenienti dal piano di sotto, dove ci sarà molta musica. Dal secondo piano sarà possibile andare sul tetto che avrà anche funzione di terrazzo. Catia Mizioli, Emanuela Gavrilescu III C *** CON LA SCUOLA abbiamo visitato a Bologna la Fabbrica italiana contadina («Fico»), e lì abbiamo iniziato ad immaginare il centro commerciale del futuro. Pensando al nome «Cuore Adriatico» ci viene in mente l’amore per territorio e le sue potenzialità. Immagino un centro commerciale costruito con materiale ecosostenibile, un grande edificio a terrazzo con piante da frutto e orti. Grandi cortili dove rilassarsi, fare yoga e bere tisane. I cortili li immagino con grandi aiuole di piante e piccole cascate. All’interno vorremmo trovare prodotti a Km 0 o esotici di cui con l’ausilio di uno schermo poter conoscere la provenienza, l’uso e magari la cultura del luogo di provenienza. Sarebbe bello avere anche degli spazi dove praticare sport; per esempio un luogo per fare arrampicata dove sulle pareti vengono proiettate immagini di montagne maestose e si diffonde il suono della natura: all’aperto grandi spazi con percorsi «gioco e avventura» per bambini e grandi pannelli multimediali che raccontano la storia del nostro territorio. Insomma, un luogo non solo fatto per acquistare ma per conoscere e amare la nostra terra. Un cuore che pulsa e rispetta una tradizione millenaria, avvalendosi però di una tecnologia avanzata. Federico Shabani, Ilia Ciriaci III C