Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un giorno al museo. Che magia

IL MUSE DI TRENTO Grande entusiasmo per la gita al muse degli alunni delle classi prime della scuola media Ghirardini di Badia. IL GRANDE museo delle scienze di Trento, come ha spiegato la guida, è stato progettato dall’architetto Renzo Piano, ispirandosi alle montagne che circondano la città. Nel museo sono presenti sette piani tra cui quello interrato che espone scheletri di animali, ma anche la varietà dei mammiferi. Proseguendo si accede ad una serra tropicale. Al piano terra ci si può divertire ad imparare attraverso le attività di scienza interattiva. Al primo piano invece si può ammirare l’evoluzione dell’uomo, dal paleolitico all’età del bronzo. Dopo una breve visita al museo, ogni classe ha partecipato a due laboratori: il cespuglio dell’umanità e la cellula vegetale. Grazie alle spiegazioni della guida abbiamo scoperto che l’evoluzione dell’uomo non si può rappresentare solamente con una linea, ma piuttosto con tanti rami, in quanto tante specie di ominidi diversi sono state presenti contemporaneamente. Nel corso del tempo solo un ramo tra tutti si è salvato: quello dell’Homo sapiens, cioè il nostro. Dopo questa spiegazione abbiamo fatto un viaggio nel tempo diventando dei piccoli archeologi. A nostra disposizione avevamo documenti del passato: armi, utensili e crani di ominidi, da cui abbiamo tratto informazioni utili per scoprire di che ominide si trattasse e a quale epoca appartenesse. È stata un’esperienza indimenticabile, emozionante, ma anche impegnativa. Il secondo laboratorio ha messo alla prova le nostre conoscenze scientifiche per rispondere alla domanda di come le piante erbacee riescano a sostenersi. Sulla base delle immagini mostrate dalla guida abbiamo formulato delle ipotesi. Per trovare la giusta conclusione ci siamo immersi nelle cellule e abbiamo osservato al microscopio un frammento di cipolla rossa. Abbiamo scoperto che le piante per sostenersi hanno bisogno dell’acqua e che questa si trova all’interno del vacuolo, un organulo cellulare, che normalmente occupa la maggior parte della cellula. Per disidratare la cellula, abbiamo messo sul vetrino dell’acqua salata e abbiamo osservato che il vacuolo si era ridotto di dimensioni. Abbiamo anche osservato al microscopio un frammento di Hydrilla, una pianta acquatica, per riconoscere i cloroplasti, gli organuli cellulari in cui avviene la fotosintesi clorofilliana. Per noi è stata davvero una bellissima esperienza perché siamo diventati come dei piccoli scienziati e abbiamo scoperto cose nuove, fuori dalla nostra conoscenza. Consigliamo a tutti di provare questa esperienza, da vivere con la famiglia o, se c’è l’opportunità, con la scuola. Matilde Marangoni Evy Ferrari Angelica Bonfante Anita Benigni

PER LEGGERE LA PAGINA CLICCA QUI