Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Dai compiti all’orto, i nostri cinque anni di crescita. E ora siamo pronti per le medie»

DAL PRIMO giorno di scuola, quando timorosi e curiosi varcavano quella soglia cercando con gli occhi lucidi quelli (ancor più lucidi ed emozionati) dei loro genitori, sembra passato un secolo. E invece, questi cinque anni, primo ‘passo’ del cammino scolastico di ogni studente, sono letteralmente volati, sono come fuggiti di corsa. Il tempo, ticchettando tra i banchi, ha spazzato via una dopo l’altra paure e dubbi, ha generato simpatie che, poco a poco, sono divenute amicizie fraterne. In poche parole, il tempo di scuola, che per i piccoli studenti delle elementari coincide in gran parte col tempo di vita, è passato con la forza di un vento nuovo. E così, cresciuti, nuovi, cambiati dentro e fuori, si sentono i ragazzi di quinta della scuola primaria ‘Balella’ di Piangipane che fra qualche settimana concluderanno il percorso didattico iniziato ormai cinque anni fa. «SIAMO CONSAPEVOLI che il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media rappresenta la fine di una situazione e l’inizio di un’altra – raccontano – e sappiamo che come ogni cambiamento, anche questo ci porterà ad affrontare incertezze, timori, dubbi, aspettative e la necessità di adattarci a situazioni emotive nuove». Ma tra ciò che gli alunni si lasceranno alle spalle non ci sono solo compagni e ricordi: «Dovremo affrontare il distacco dalle nostre maestre e non sarà affatto facile. Sono loro che per cinque anni ci hanno sopportato e supportato, che hanno camminato a fianco a noi condividendo i nostri momenti di crescita, trasformando le nostre debolezze in punti di forza». Poi la memoria si riavvolge, come un nastro, riportando a galla i momenti trascorsi tra le mura della Balella: «Ricordiamo con piacere in prima quando eravamo molto piccoli e impauriti, le nostre insegnanti si sono subito impegnate per aiutarci ad affrontare un nuovo mondo, quello della scuola primaria. E non ci dimenticheremo mai neppure del nostro orto dove fin da piccoli abbiamo imparato a coltivare vari tipi di verdure ed erbe aromatiche (tra l’altro le abbiamo mangiate ed erano buonissime). Come dimenticare poi i tanti laboratori che abbiamo svolto nel corso di questi anni, in primis quello dedicato al processo di trasformazione dell’uva e la sua pigiatura. E’ stato faticoso perché abbiamo scritto molto, però anche gratificante per quello che abbiamo imparato (e anche per l’uva mangiata di nascosto dalla maestra, he he!). La cosa più divertente è stato schiacciare l’uva, pigiarla come facevano i nostri nonni, a parlarne sentiamo ancora l’odore di vino su piedi e mani!». Ora, mentre il tempo dei ricordi scorre e questi finiscono proprio qui, su questo foglio, l’ultima campanella si avvicina: «Siamo sicuri che tutto questo ci mancherà e ci manca già adesso, quando alla fine della scuola restano solo poche settimane. Di certo quello che non vorremmo portarci dietro nel passaggio alla scuola secondaria di primo grado è l’insicurezza, la paura di sbagliare e l’ansia che in tante occasioni ci hanno ostacolato. Grazie alle nostre insegnanti però siamo riusciti a superarle sentendoci oggi più maturi e responsabili nel gestire queste situazioni. Come ad esempio riconoscere i nostri errori per non ripeterli più». E tra malinconia e buoni propositi, si fa largo anche qualche sorriso: «A settembre vorremmo essere più sicuri di noi stessi per gestire con serenità i vari cambiamenti, visto che nella scuola dove andremo conosceremo nuovi insegnanti e affronteremo nuove materie. Gli impegni saranno maggiori, certo ma grazie alla nostra voglia di imparare e all’amicizia che nel nostro gruppo si è andata sempre più consolidando, questo non ci spaventa». QUELLO che spaventa, invece, è ciò che finisce nel bagaglio dei rimpianti: «Ci mancheranno le nostre battute, le nostre chiacchiere, anche le sgridate che in fondo alle volte fanno pure bene; i lunghi compiti, le amicizie e tanto altro ancora. Tutto questo ha segnato una parte importante della nostra vita e siamo sicuri di aver vissuto questo periodo al meglio. Cosa ci aspettiamo adesso? Beh... che le conoscenze che abbiamo fin qui acquisito ci saranno utili per tutta la vita. Ci piacerebbe però, prima di dire addio alla scuola elementare, alle nostre insegnanti e alla Balella tutta, lasciare un consiglio alle future classi quinte: vivete la scuola come un momento di crescita da condividere insieme agli altri in modo sereno e spensierato, ma soprattutto non scoraggiatevi difronte ad una difficoltà, ma anzi consideratela come momento di riflessione per cercare di migliorare».

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