Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Spazio all’arte nei centri commerciali

I CENTRI commerciali del futuro li vedremmo bene come luoghi di massima espressione artistica. Avete presente la Land art di Christo, famoso nel mondo per grandi opere realizzate con tessuti o con altri materiali? A lui si deve la recente passeggiata sulle acque del lago d’Iseo o l’impacchettamento di monumenti noti a tutto il mondo. Beh, pensiamo a qualcosa del genere sia per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, quindi di nuovi clienti, sia per veicolare un’immagine diversa dei Centri commerciali che andrebbero visti sempre di più come ambienti idonei allo sviluppo della socialità. Per questo motivo ci piace l’idea del contenitore di forme d’arte, non solo perché rappresentano uno dei principali mezzi di espressione e comunicazione, ma anche perché molto spesso mancano nelle città degli spazi adeguati in cui i ragazzi possono dar sfogo alla loro creatività. Il discorso più semplice sarebbe quello di creare piccoli stand nei grandi corridoi di queste strutture dove poter esporre opere tridimensionali - come, ad esempio, sculture - realizzate grazie all’assemblaggio di svariati materiali. Opere surreali o astratte, perché no? Oppure si potrebbero realizzare installazioni giganti negli stessi Centri: qualcosa che arrivi fino alle coperture. Poi, oltre alla Land art, ci viene in mente la possibilità di dar vita a murales esterni o a vetrine tematiche ispirate a personaggi famosi, film celebri, libri e opere d’arte. Ma la parola d’ordine deve essere quella del coinvolgimento. Pensiamo ad esempio a flash mob o happening, alle Giornate dei colori o a eventi di body art, fino a riservare degli angoli adeguati al body paint, magari accanto ai negozi dedicati al mondo dei giovani. Gli ambienti si prestano a ospitare anche mostre, musei digitali, attività teatrali, concerti e altre iniziative musicali: sì, perché pure il teatro e la musica sono espressioni dell’animo e parlano il linguaggio della nostra generazione. In questo contesto non possono mancare acrobati e artisti di strada, né deve venir meno l’unicità dei lavori artigianali che, legati al territorio, possono qualificare ulteriormente ogni Centro commerciale per la manualità da cui traggono origine. Chiudiamo con un’ultima suggestiva idea: creare delle stanze completamente bianche dove chiunque avrebbe a disposizione dei colori da utilizzare a piacimento per colorare spicchi di parete. Dopo centinaia di impronte cromatiche personalizzate, verrebbe fuori un incredibile puzzle di colori, stile dripping, la tecnica pittorica caratteristica dell’action painting americana, come ci ha detto Marco Riccitelli, il nostro professore di Educazione artistica. III C

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