Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Curare e prendersi cura in ospedale

QUANDO VIENI ricoverato in ospedale pensi che le tue giornate saranno lunghe, vuote ed eterne. Ti assalgono l’angoscia e la paura di stare lontano da casa e di non riuscire a fare per tanto tempo le cose che ti piacevano. Invece scopri presto che qualcuno ha pensato a come farti vivere meglio questo momento difficile della tua vita. Nel reparto dei Disturbi del comportamento alimentare, per cercare di distrarci dalla malinconia e dai pensieri cupi, abbiamo il servizio gratuito 24 ore su 24 dei nostri fantastici tirocinanti, che non si limitano a fare il loro lavoro, ma ci ascoltano, ci capiscono e hanno sempre la ricetta giusta per rasserenarci! QUANDO abbiamo dubbi o ansie, ci confrontiamo con loro e riusciamo a esprimere emozioni che prima tenevamo dentro e ci facevano soffrire. Oltre al supporto psicologico, ogni giorno svolgiamo attività che ci permettono di riempire il pomeriggio, stare in compagnia delle altre ragazze ed esprimere la nostra creatività: il cinema, il giornalino del reparto ‘DCAmolo’, la pet therapy, la creta e l’ortocultura. In tutti i reparti le associazioni di volontariato sostengono le famiglie e organizzano attività, progetti ed eventi di vario tipo: servizio biblioteca, laboratori creativi, teatrali e musicali, festa di Natale, incontri con personaggi famosi e spettacoli. Per citarne solo alcuni, in Oncoematologia DH e Degenze c’è il ‘gruppo’, un’attività con le psicologhe molto piacevole, durante la quale noi delle medie ci divertiamo soprattutto ad aiutare i bimbi più piccoli. Dopo aver fatto un prelievo o piccoli interventi, ti viene rilasciato l’Attestato di coraggio per essere stato forte e tu ne vai fiero. In OE Degenze, ma anche Chirurgia e Neonatologia, c’è la musicoterapia, con la quale esprimi le tue emozioni suonando strumenti semplici, e non importa se sbagli. In Pediatria d’urgenza ci sono una biblioteca tutta per noi, laboratori creativi e feste a tema. E c’è la scuola, che ovviamente qui è un po’ diversa. DI BELLO C’È che resti in pari col programma e hai i prof a tua disposizione, perciò è più semplice capire e chiedere chiarimenti. Certo ti mancano i tuoi compagni, coi quali chiacchieri e ti diverti, però ti senti ancora uno studente, proprio come loro. Tutto quello che riesce a distogliere la mente dal pensiero fisso della malattia e ciò che essa implica ti riporta alla ‘normalità’ e rappresenta un sollievo. Grazie a chi ha pensato e pensa a noi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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