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«Una sorpresa visitare la Panatta sport»

RUDY PANATTA è il titolare della “Panatta Srl”: lo abbiamo intervistato durante la visita alla sua impresa. Da quanti anni è in attività l’azienda? «Dal 1982, quando ho assunto il primo operaio: allora ho fondato ‘Panatta Sport’. Nel ’75 ho realizzato il primo attrezzo da palestra e dal ’79 mi sono dedicato a tempo pieno a questa impresa. A quel tempo avevo già inventato circa 20 nuove macchine per allenarsi». Oggi quanti dipendenti ha in servizio? «Ad Apiro siamo 112, poi abbiamo dipendenti nelle filiali di Spagna e Francia e distributori sparsi nel mondo. Complessivamente lavorano per noi circa 500 persone in oltre 70 Paesi». Cosa produce l’azienda e per quali mercati? «Macchinari per allenamenti fisici, strumenti e attrezzature da palestra. Il primo mercato in cui siamo presenti è quello italiano, poi la Francia». Quali sono le prospettive nel settore? «Il principale obiettivo è mantenere il lavoro, i livelli occupazionali. Per riuscirci occorre avere progetti validi, prodotti da vendere importanti, che piacciano, prezzi interessanti. Bisogna rinnovarsi di continuo e fare un marketing con personale capace di promuovere al meglio i prodotti. È fondamentale circondarsi di eccellenze e puntare su ricerca e sviluppo». Ha mai pensato di spostare altrove la produzione? «Ho ricevuto tante richieste in tal senso, ma non ho mai voluto rinunciare ad Apiro per un legame affettivo con questo luogo che, in un certo senso, rende la mia azienda unica, fuori dalle righe». Com’è nata l’idea di fare impresa? «Per divertimento, dovevo fare il professore. Nel 1969 ho cominciato ad allenarmi con i pesi ispirandomi ad alcuni film epici, come Ercole o Maciste, che hanno fatto sviluppare quella cultura fisica diffusa, già dopo la guerra, dall’immagine dei Marines. Nel ’75 ho costruito da solo il mio primo bilanciere: ho utilizzato un’asta del letto e, alle estremità, ho fissato due barattoli di conserva riempiti di cemento per creare un peso. Lo tenevo nascosto sotto il letto finché mamma non lo ha scoperto. Da lì è iniziata pian piano una vera attività d’impresa». Quali erano da giovane i suoi interessi e quale percorso di studi ha seguito? «Dopo il diploma magistrale, mi sono laureato in Lettere, nel ’77, a Urbino. Ho insegnato Lettere e Musica nelle Medie per tre anni, dal ’77 al ’79. Sì, ho sempre amato anche la musica: a 17 anni suonavo la chitarra in un gruppo rock. Ho cercato di conciliare il lavoro di insegnamento con la passione per gli attrezzi da palestra, nel ’79 ho dovuto fare una scelta: ho lasciato la scuola per dedicarmi solo all’attività imprenditoriale. Nel 1982 ho fondato l’azienda col nome di ‘Panatta Sport’» Cosa si sente di dire a un giovane che voglia entrare nel mondo del lavoro? «Seguire i consigli degli insegnanti e dei genitori sul percorso di studi da intraprendere, ma soprattutto conoscere se stessi, per esprimere e realizzare al meglio le proprie capacità». Un’ultima domanda: è suo anche l’Eldorado… Ci racconta quando e perché è nata questa struttura? «Avevo già acquistato il parco con la pista da cross e nel 1985 – una vera novità per quel tempo – ho avuto l’idea di costruirci anche una piscina, perché ad Apiro non ce n’erano. Un impianto per tutti che di anno in anno è cresciuto con giochi per bambini e per ogni età. In estate ci saranno altre novità interessanti». Gli alunni della 3ª A

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