Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Vita da nonni, semplicità e condivisione

COME eravamo... Per capire la mentalità, lo spirito e lo stile di vita di ottant’anni fa a noi ragazzi di seconda media è stata data la possibilità di incontrare a scuola un gruppetto di nonni del paese per conversare con loro. Questi nonni hanno 75/80 anni e hanno svolto lavori diversi: sarto, maestra, casalinga, operaio, operaia, bidella... La piacevole conversazione con i nonni ci ha confermato la nostra prima impressione: la loro ci è sembrata una vita più serena. Infatti i nonni, sollecitati da alcune nostre domande, ci hanno raccontato la loro vita di quando erano ragazzi come noi. La donna era la rezdora che aveva in mano il mestolo e reggeva lei la casa; gli uomini erano sempre messi al primo posto, erano i primi a mangiare con la razione migliore e più abbondante, dovevano avere energia per lavorare.. La maggior parte dei cibi veniva preparata in casa, si compravano solo alcuni primi ingredienti; non esisteva frigorifero né congelatore.. riempire la tavola per le feste era un lavoro e un piacere.. ogni festività aveva il suo sapore.. tutti partecipavano alla preparazione; con i vicini ci si trovava a fare i tortellini.. erano sempre occasioni di chiacchiere.. Quasi niente veniva gettato: lo smaltimento rifiuti era un problema ancora lontano... Le fatiche erano tante,ma non veniva mal di schiena perché si stava troppo seduti.. I bambini aiutavano fin da piccoli.. a spigolare ..a raccogliere .. a pigiare l’uva.. a sgranare.. non si annoiavano.. poi scorrazzavano lungo i fossi, cacciando rane e così procuravano la cena... Affiancavano gli adulti come potevano.. mungevano le bestie.. davano da mangiare agli animali. I ragazzini non erano divisi per età .. stavano con adolescenti e adulti che abitavano vicini a loro. Le rinunce e i sacrifici erano tanti ed era molto vivo il sentimento del desiderio, sentimento a noi sconosciuto, perché ciò che si vorrebbe arriva prima che venga desiderato. Non c’era la tecnologia: non esisteva neanche il campanello, la porta era aperta o se era chiusa si bussava. La scuola il più delle volte era lontana e raggiungerla significava percorrere qualche chilometro a piedi, spesso scalzi per non consumare le scarpe. Insomma un mondo fatto di fatiche, sacrifici e rinunce materiali, ma anche ricco di semplicità, condivisione, convivialità, collaborazione. Siamo stati per un verso affascinati da quello che ci è stato raccontato, anche perché non abbiamo provato sacrifici e rinunce e per questo non possiamo averne un’idea concreta; abbiamo capito che il nostro benessere materiale di oggi è stato raggiunto sacrificando cose importanti, quali ad esempio la condivisione. Classe 2G

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