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Palaindoor, un gioiello per la città

IL LUOGO di Ancona che amo di più è sicuramente il Palaindoor. È una struttura sportiva costruita all’incirca dieci anni fa. Al suo interno è presente una pista di atletica di 200 metri, ovvero la metà di una normale pista all’aperto. Il Palaindoor è stato costruito principalmente per l’atletica, però al suo interno sono presenti anche delle palestre nelle quali si svolgono corsi di ogni tipo: da corsi di ballo, ai pesi, al fitness. Nel piano terra sono presenti anche degli studi medici di dottori, in cui le persone che praticano attività fisica vanno a fare visite di controllo quotidianamente. Penso che il Palaindoor valorizzi molto Ancona, questo perché è il più grande edificio sportivo per l’atletica in Italia, insieme a quello di Parma, e uno dei primi in Europa. In definitiva, una struttura così grossa come il Palaindoor, in una città così piccola come Ancona, credo che renda la città molto importante e credo che faccia capire l’importanza dello sport, in particolare dell’atletica, per Ancona e in generale per le Marche. Io mi alleno al Palaindoor durante la settimana, passo talmente tanto tempo al suo interno che per me è come una seconda casa; faccio atletica sin da quando ero piccola, e in quella pista ci sono cresciuta. Il Palaindoor mi trasmette un senso di protezione che nessun altro ragazzo che non sia di Ancona può provare, infatti nelle altre citta i ragazzi si allenano in campi all’aperto o in piccole palestre. Per me il Palaindoor è come una seconda casa, perché quando mi alleno sto con delle persone fantastiche che, per me, sono come una famiglia; infatti, pur avendo cambiato gruppo da poco, mi sono subito trovata bene e ho stretto amicizie favolose che spero non si sciolgano, nonostante io mi trovi in un gruppo con persone più grandi di me. Quando, nel fine settimana, ogni squadra e associazione proveniente da tutto il Centro Italia viene al Palaindoor per fare le gare, io provo un senso di gelosia nel vedere tante persone invadere quello che considero il mio «spazio privato», poiché durante il periodo delle gare, il Palaindoor, da posto tranquillo e silenzioso che è quando mi alleno, si trasforma in una vera e propria fucina di disordine, confusione e scompiglio. Finisco col dire che mi ritengo fortunata ad allenarmi al Palaindoor, e che non potrei immaginare la mia vita senza un posto in cui ho vissuto alcuni dei momenti più belli di sempre. Beatrice Polenta IIID

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