Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Orgogliosi del nostro Simone»

SIMONE Scipioni, uno come noi, a 23 anni ha vinto la settima edizione di “Masterchef Italia” e nell’arco di pochi giorni è diventato una star culinaria italiana. Proprio grazie alla vittoria di Simone, Montecosaro è diventato un celebre e noto paese d’Italia. Tutti i concittadini lo hanno festeggiato orgogliosi e gioiosi, con cori e coriandoli, appena è stato nominato vincitore alla finale di Masterchef. I suoi vicini si sono congratulati con lui appendendogli davanti al giardino lo striscione: «Via San Lorenzo è orgogliosa di te». Simone, come è stata l’esperienza a Masterchef? «Unica, unica nella vita, la rifarei altre cento volte». Come ha deciso di partecipare a Masterchef e chi l’ha sostenuto? «Innanzitutto, seguo il programma da sempre, inoltre la cucina è la mia passione. In questa avventura mi hanno aiutato e sostenuto i familiari, gli amici e gli stessi concorrenti della trasmissione». Quali sono i suoi programmi per il futuro? «Non saprei. Comunque, mi vedo tra dieci anni a dirigere un ristorante». Quando ha cominciato ad avere la passione per la cucina? «Non ricordo di preciso, ma questa è la mia passione da sempre». Alla mia età, avresti immaginato tutto questo? E cosa avresti voluto “fare da grande”? «No, non lo avrei mai immaginato, anche se da grande avrei sempre voluto fare il cuoco». Che filo lega la sua passione per la cucina, l’università delle Scienze dell’alimentazione e Masterchef? «Non sono molto legati tra loro in quanto l’università delle scienze dell’alimentazione è una facoltà scientifica, invece in cucina ci vuole anche creatività». La presenza dei suoi amici durante la finale è stata determinante? «Sì, con loro mi potevo confidare e sapevo che quanto dicevo non andava oltre la nostra amicizia». Simone, più volte ha parlato di aver imparato alcune ricette base da sua nonna Emilia. Quando eravate in cucina insieme, cosa le diceva su ciò che è importante mentre si prepara un piatto? «Mi indicava molte regole per cucinare il piatto perfetto». Da quando ha vinto, il suo modo di vedere la vita e le cose che la circondano è cambiato? E il suo stile di vita? «In questo periodo sì, poco a poco tutto ritornerà alla normalità». Si può ritornare a vivere in un paese, come Montecosaro, dopo esser diventato così importante e aver viaggiato in grandi città anche europee? «Beh, adesso vado e vengo. Comunque, ritorno sempre a Montecosaro, perché questa è casa mia». Si chiude qui la nostra piacevole intervista. Simone è diventato speciale ai nostri occhi per la sua perseveranza, per la determinazione che mette in tutto ciò che fa e per la sua umiltà e semplicità. Alessandro Ippoliti III C

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