Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

«Noi, a tu per tu con la volontaria»

IL VOLONTARIATO: UN VALORE AGGIUNTO Noi ragazzi di classe 3A, assieme all’insegnante di italiano Antonella Soave, abbiamo affrontato l’argomento del volontariato con lettere sull’antologia, riflessioni, approfondimenti sulle varie associazioni. Alla fine ci è venuto in mente l’idea di un’intervista alla mamma di una nostra compagna. Lei è la signora Maria Cristina Pasetto, volontaria Avis da 11 anni. Che cos’è l’Avis? «E’ l’associazione volontaria italiana di sangue». Da quanto tempo fa volontariato? «Io sono donatrice Avis da circa 11 anni». Per quale motivo è diventata donatrice? «Questa mia scelta è stata dettata dal fatto che mio papà ne ha avuto bisogno e di conseguenza io e mia sorella siamo diventate volontarie. Mio papà era malato però grazie alle trasfusioni è riuscito a restare in vita per quasi un anno. È riuscito a vedere mia figlia Beatrice, che aveva tre mesi quando è venuto a mancare. Grazie a queste trasfusioni mio papà tornava a casa e sembrava un’altra persona: stava bene, era gioioso. Premetto che, il volontariato, è sempre stata una cosa che da ragazzina mi trasmetteva interesse ed entusiasmo, però avevo paura degli aghi. Avevo fatto un corso di crocerossina volontaria, durante il quale avevano fatto vedere come intervenire in un incidente stradale. Mi sono talmente immedesimata nella scena che sono svenuta. Dopo questo fatto ho capito che non faceva per me, ma probabilmente ero troppo giovane. Mi è comunque rimasta questa voglia di fare qualcosa per gli altri» Come si è sentita dopo la prima donazione? «Ho pianto perché mi sentivo di aver dato il mondo e mi chiedevo: ‘A chi andrà il mio sangue?’» Quante volte dona il sangue in un anno? «Ci vado due volte all’anno, in primavera e in autunno. Gli uomini donano quattro volte all’anno, mentre le donne due» Come vengono premiati i donatori? «Con delle medaglie. Per me è una soddisfazione perché me le sono guadagnate e meritate». Ci sono molti volontari come lei? «Sono iscritta al Comune di Bosaro. A livello provinciale siamo circa 11mila. A Rovigo ci sono troppo pochi donatori rispetto alla media. In Italia, all’anno, ci sono 18mila donazioni» Come si identificano i donatori? «Ci viene dato un tesserino dove si registrano dati dell’identità, il gruppo sanguigno e il numero delle donazioni effettuate. Un’ estate sono andata in Sardegna con la mia famiglia. Stavamo andando in spiaggia e vedo questo pronto soccorso ambulante di una raccolta sangue. Sono andata a chiedere informazioni ai medici: mi hanno detto che erano attrezzati per una vera e propria trasfusione. Io ho esposto il mio tesserino dicendo che ero donatrice Avis. Ho detto ai dottori che se non c’era nessun problema sarei stata disposta a donare il sangue. E così è stato». È soddisfatta di questa scelta? «Sì, ogni volta che esco dal centro trasfusionale penso: ‘Anche oggi ho fatto qualcosa di bello per qualcuno’» Hoxha Mila Negrello Angela Rubello Emma I cronisti della classe 3A Bonifacio

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