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«Wonder, la bellezza della diversità»

È UN BEST SELLER nel panorama della letteratura per ragazzi, famoso, però, anche tra i meno giovani, perché ne è stato ricavato un film: si tratta di Wonder, dell’autrice americana R.J. Palacio. «Non giudicare un libro dalla copertina», si legge su sfondo blu, accanto al disegno di una faccia apparentemente strana. «Equivale a dire, fuor di metafora – spiega Pier Paolo –, che non dobbiamo giudicare una persona per il suo aspetto». E questo è esattamente l’insegnamento del libro. SI TRATTA di un testo ‘ibrido’: abbiamo scelto questo aggettivo perché l’autrice butta nel calderone concetti di fondamentale importanza per noi ragazzi, ma che a volte possono sembrare in contrasto tra loro. Unisce la paura di non essere accettati a causa delle proprie diversità alla forza che occorre per andare avanti nella vita. È una storia che fa riflettere sulla potenza dei pregiudizi, sia positivi sia negativi. «Il pregiudizio – afferma sicuro Giacomo – è un’arma letale del nostro mondo. Lo possiamo paragonare a un sovrano: ogni cosa che dice diventa legge». NEL LIBRO i ragazzi più popolari della scuola discriminano August, il protagonista, solo per l’aspetto che ha la sua faccia, non proprio ‘comune’ a causa di una malformazione provocata da una genetica un po’ strampalata. Quello che dicono queste persone, in voga e benvolute da tutti, diventa imperante, tutti seguono il loro pregiudizio, senza scandagliare la realtà delle cose: August è un prodigio (da qui il titolo del libro), al di là di ciò che mostra il suo aspetto ‘anormale’. ED ECCO un altro punto di riflessione: «Questa lettura – continua Giacomo – mi ha fatto pensare a lungo al concetto di normalità. Com’è una persona normale? Quando una persona viene considerata normale? Quando invece viene considerata diversa?». Sono domande toste. Forse una risposta non c’è: ognuno ha il proprio parametro di normalità, che è però dettato da una concezione del tutto soggettiva del problema. Ma se ci guardiamo bene, se riflettiamo davvero, non siamo forse tutti diversi? Non siamo forse tutti anormali agli occhi di chi non condivide con noi alcune caratteristiche? Nella storia August è tacciato di diversità: ma basterebbe conoscerlo, provare a capirlo, per scoprire che dietro a quella faccia strana c’è un cuore d’oro. «L’AUTRICE – analizza Pier Paolo – è molto brava a farci immedesimare nei protagonisti, a farci sentire le emozioni che provano. Questa immedesimazione mi ha fatto riflettere sul fatto che, in un certo senso, ci assomigliamo tutti: belli o brutti (secondo chi poi?), alti o bassi, magri o grassi». «NEL NOSTRO mondo – completa Albi – è facile sentirsi emarginati come August; ecco perché secondo me questo libro dovrebbe essere letto da tutti: per incoraggiare chi si sente diverso e per farlo sentire più forte delle sue difficoltà». Nella vita, infatti, ciascuno di noi si troverà, prima o poi, faccia a faccia con una sua debolezza o paura: non è meglio dunque essere gentili con il prossimo? In fondo siamo tutti accomunati dal desiderio di essere felici e ciò che importa non è il nostro aspetto ma il nostro cammino. Impariamo allora a giudicare le persone nel merito delle cose che fanno, si impegnano a costruire e possono scegliere, non per quello che non possono cambiare. Classe 2ªC dell’istituto comprensivo Andrea Costa di Imola © RIPRODUZIONE RISERVATA

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