Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Vi racconto la mia scuola ideale

ECCO UN’ALTRA bella prova della scuola media di Grignano. I cronisti hanno imbracciato block notes, penna e computer e hanno scritto i loro articoli sul mondo della scuola. Nelle loro parole si leggono riflessioni e suggerimenti, idee ed anche tanto attaccamento ai loro professori ed allo studio. I reporter sono seguiti dalla prof Gisella Montagnolo. Andiamo a leggere e che vinca il migliore. Ormai il campionato di giornalismo, iniziativa che ci ha seguito lungo tutto l’arco dell’anno, è alle sue battute finali. In attesa del suono della campanella e delle premiazioni. Alla fine il verdetto è unanime. I ragazzi si sono mostrati dei cronisti a tutti gli effetti e le loro inchieste sono tutte da premio. LA MIA SCUOLA IDEALE Ognuno di noi ha idee diverse su come vorrebbe la scuola ideale perché desideri e sogni cambiano da persona a persona. Personalmente ho idee ben precise su come vorrei la scuola sia come struttura che come metodo di apprendimento. Immaginando la mia scuola ideale mi piacerebbe che fosse un edificio moderno con aule più ampie e capienti, la palestra all’interno con attrezzature adatte a noi, un’aula di tecnica, un laboratorio di arte e un’aula computer per le lingue straniere. In ogni aula vorrei ci fosse la lim, banchi più grandi e sedie nuove, finestre grandi per far entrare tanta luce e, se ci fossero le ante a ribalta, sarebbe ancora meglio. L’esterno della scuola dovrebbe avere un giardino molto spazioso, dove poter fare educazione fisica fuori nei mesi più caldi. PER QUANTO riguarda l’orario di scuola, farei lezioni di 50 minuti con una materia diversa per ogni ora. Infatti il cervello ha bisogno di stimoli diversi per restare attivo. Io continuerei a tenere i libri e non vorrei venissero sostituiti con tablet e simili perché non sarebbe più la stessa cosa. Sicuramente si potrebbero fare edizioni con meno pagine e più libri divisi per argomento così nello zaino avremmo meno peso. Sarebbe bello fare delle lezioni all’aperto, a contatto con la natura. Diminuirei il numero di alunni per classe, così ci sarebbe più attenzione e il programma scolastico sicuramente verrebbe fatto con più tranquillità. Le interrogazioni nelle varie materie sarebbe meglio farle programmate con i volontari così magari ci si può organizzare meglio con lo studio. Le verifiche sarebbe corretto programmarle sempre con il giusto preavviso per dare la possibilità a tutti gli alunni di prepararsi al meglio. Nella mia scuola sinceramente l’insegnamento che ci stanno dando non lo cambierei perché mi trovo bene con tutti i professori. Quello che cambierei sono le aule troppo piccole. Credo che la scuola perfetta non esista, ma se gli insegnanti e gli alunni lavorano assieme si può solo che migliorare. La cronista Giada Pizzardo classe IIIE

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