Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Un progetto per la pace

29 SETTEMBRE 1944. Sono passati 73 anni dall’eccidio di Monte Sole, 1.830 morti di cui 770 civili innocenti. È la più grande strage di cittadini avvenuta durante la Seconda Guerra mondiale. Tutti erano bambini, donne e anziani. Alla memoria delle persone uccise è stato costruito un sacrario a Marzabotto e un parco storico a Monte Sole, ed è proprio qui che noi, come molti altri studenti di terza media del nostro istituto, siamo stati. LA NOSTRA SCUOLA, infatti, organizza da anni questo progetto, che prevede una visita del parco storico e del sacrario, accompagnati da una guida che racconta i motivi della strage e i momenti più significativi. Ci ha colpito molto il fatto di fermarsi a parlare davanti ai resti degli edifici: in particolare la chiesa di Casaglia, dove si rifugiarono i civili nella speranza di essere risparmiati perché protetti da un luogo sacro, speranza vana, e il cimitero, dove furono portati e in seguito uccisi brutalmente; si vedono ancora i fori delle pallottole sulle croci di ferro. MA PERCHÉ continuiamo a visitare questi luoghi nonostante sia trascorso così tanto tempo? Perché non pensiamo che ormai è tutto passato? Perché ci sforziamo sempre di ricordare? Perché è fondamentale che questi episodi infamanti della storia umana non vengano mai dimenticati. Perché non accadano di nuovo. Ma purtroppo la storia si ripete: tutti gli eventi sono una variazione del tema pace-guerra. I motivi sono diversi, le armi sono migliori, i soldati variano nel numero, ma il risultato è sempre lo stesso: morti e assassini. Sempre più vittime innocenti. Come non pensare ai bambini della Siria, uccisi ogni giorno a centinaia da sette lunghi anni? Con quale coraggio l’uomo ha usato le armi chimiche contro un intero popolo? Come non ricordare anche la questione palestinese? E le guerre che continuano a dilaniare il continente africano, cui ci siamo ormai abituati al punto da pensare che non ci sia nulla da fare? E tutto questo per cosa? Per un pugno di terra. Per avidità, brama di potere e denaro. L’UOMO è la specie più egoista del pianeta: pur di salvare se stesso, è disposto ad annientare il proprio futuro. Eppure, nonostante questo, tanti sognano ancora, come faceva Martin Luther King, «che un giorno la guerra cesserà, che gli uomini muteranno le loro spade in aratri, che le nazioni non insorgeranno più contro le nazioni e la guerra non sarà più oggetto di studio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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