Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Salviamo il San Benedetto!

NOI studenti della classe terza di Mombaroccio, ispirandoci all’articolo dedicato all’ex manicomio “San Benedetto” di Pesaro, pubblicato sul “Resto del Carlino” in data 15 febbraio 2018, abbiamo deciso di parlarvi di un’attività didattica svolta l’anno scorso, la quale ci ha portati alla conoscenza del passato del manicomio stesso. Siamo partiti da una lettera d’immaginazione indirizzata proprio a noi dal grande poeta rinascimentale Torquato Tasso, tassello fondamentale della storia del San Benedetto. Nella lettera il poeta ci chiedeva di ritrovare il suo amato “Barchetto”, ovvero il luogo in cui trascorse alcuni anni della sua vita, ospite dei duchi Della Rovere, e dove fu ispirato per i paesaggi e le atmosfere della “Gerusalemme liberata”, suo famoso poema cavalleresco. Dopo approfondite ricerche, abbiamo scoperto che il “Barchetto” era situato nel luogo in cui più tardi venne fondato l’ospedale psichiatrico del “San Benedetto” a Pesaro, presso gli Orti Giuli. Abbiamo, inoltre, scoperto che, nel 1872, divenne direttore del manicomio Cesare Lombroso. Questo dottore apportò importanti modifiche a favore dei malati di mente: fondò una scuola di alfabetizzazione per donne, una scuola di disegno per uomini e istituì un diario, nel quale i malati potevano esprimere liberamente pensieri ed emozioni. Un altro tassello importante del nostro percorso è stata Caterina, protagonista del libro “Batti il muro” di Antonio Ferrara. Nel libro la ragazza, ogni mattina, per andare a scuola, era costretta a passare davanti al manicomio del “San Benedetto” e i matti si rivolgevano a lei, chiedendole disperatamente di “battere il muro”. Un’assurda richiesta che li faceva sentire parte della società. A METÀ degli anni Novanta il manicomio venne chiuso a seguito dell’attuazione della legge Basaglia, che determinò la dismissione degli ospedali psichiatrici. Da allora il “San Benedetto” è stato dimenticato e tuttora versa in uno stato di abbandono. Noi studenti ci siamo impegnati nel trovare alcune soluzioni per migliorare il futuro dell’ex manicomio, per renderlo un luogo migliore, dove tutti possano esprimere la propria creatività. Detto ciò, abbiamo realizzato cartoni animati, fumetti e testi teatrali, i quali ipotizzano un possibile futuro del “San Benedetto”; ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto di rendere questo edificio, ormai abbandonato, un centro ricreativo. Un luogo di ritrovo, dove poter stare tutti insieme e svolgere attività ludiche, ma anche socialmente utili. Noi ragazzi teniamo particolarmente a questo progetto. Perciò, speriamo che un giorno il manicomio non venga ricordato come luogo di dolore, bensì si trasformi in uno spazio di benessere e svago per la comunità pesarese. Chiara Bartocetti, Emma Ciobanu, Maria Corina, Pietro Fiorelli, Lucia Sanchioni, classe III A “Barocci” Mombaroccio

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