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L’energia è il motore della civiltà

L’ENERGIA è il motore della civiltà: fa funzionare l’agricoltura, i trasporti, la salute, l’industria manifatturiera, le comunicazioni e il tempo libero. Ma va considerata in relazione all’ambiente. Perciò se non si trovano nuovi metodi per la sua produzione, puliti e illimitati, il danno ambientale aumenterà parallelamente alla domanda di energia. Anche i Paesi meno sviluppati, che hanno una minore richiesta, ne subiranno le conseguenze. Perché il mondo appartiene a chi ha e produce più energia ma gli effetti si riversano su ogni parte del globo. Attualmente i combustibili fossili (carbone, petrolio e metano) sono i più utilizzati, perl a facilità nel loro sfruttamento. Possono essere facilmente trasportati e producono grandi quantità di energia. Ma hanno anche, e soprattutto, degli svantaggi: non si ha una distribuzione equa sulla Terra di essi, ma si trovano solo in determinati Paesi che ne decidono così la disponibilità e il prezzo, e poi sono fonti esauribili. Si stima infatti che il petrolio durerà solo altri 100 anni e il carbone si esaurirà forse entro 400 anni. Altro svantaggio nel loro utilizzo, forse il più preoccupante, è l’emissione di gas inquinanti a livello ambientale in quanto sono la principale causa dell’effetto serra. In questi ultimi anni si sono cercate nuove vie per la produzione energetica, virtualmente inesauribili e abbondanti. Ma anche queste hanno degli effetti negativi. Un esempio banale può essere quello delle centrali nucleari: queste sfruttano per la produzione d’energia l’uranio, disponibile in grandissime quantità, non emette gas serra, e produce un grande quantitativo di energia, ma in caso di incidenti provoca danni abissali che si espandono in un’area molto vasta. Pensiamo ai disastri di Cernobyl e Hiroshima. Oltretutto gli scarti di uranio costituiscono delle scorie radioattive che per biodegradarsi impiegano anche migliaia di anni e si possono disperdere nel terreno. Altre soluzioni per l’approvvigionamento energetico sono il vento, il sole, l’acqua e le biomasse. Tuttavia occorre sviluppare la ricerca, aumentare gli investimenti e promuovere il dibattito. Le politiche a sostegno della produzione e di un uso più efficiente dell’energia possono ridurre significativamente le emissioni. Dobbiamo impegnarci tutti per mantenere in salute il nostro Pianeta. Luca Fraternali III A

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