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Conoscere per abbattere muri: l’Islam raccontato da Ferat, il nonno di una nostra compagna

ECCO l’intervista al nonno di una nostra compagna per soddisfare le curiosità e per sfatare i pregiudizi sulla religione islamica e sui musulmani. Al termine dell’intervista abbiamo capito che tante sono le analogie con la religione cristiana (speriamo che anche voi le ritroviate): da queste bisognerebbe partire per costruire ponti e non muri. Può presentarsi? «Mi chiamo Ferat, sono nato in Macedonia, dove facevo il pasticciere, e mi sono trasferito in Italia molti anni fa. Nel paese in cui sono nato si parlano il macedone e l’albanese, io, oltre a queste lingue, conosco il serbo-croato, il tedesco, l’italiano e l’arabo». L’arabo è una lingua difficile? «Non è difficile, ma neanche facile... Si compone di 28 segni, che si dividono in deboli e duri. Per un musulmano è importante conoscere l’arabo, perché il Corano, il nostro libro sacro, è sceso dal cielo scritto in arabo, inoltre, Allah, il nostro Dio, ha parlato a Maometto, ultimo profeta di 28 (il penultimo è Gesù), in arabo». In cosa credono i musulmani? «In un unico Dio, negli angeli da Lui creati, nei profeti, grazie ai quali il Verbo di Dio è stato rivelato all’umanità. Crediamo, inoltre, nell’Aldilà e nel Giorno del Giudizio, durante il quale le persone verranno giudicate attraverso una bilancia, sui cui piatti verranno messe le cose buone e quelle cattive, compiute in vita. Dopo il rito della bilancia si dovrà attraversare un ponte più sottile di un capello: se si avranno tante cose buone, lo si passerà senza problemi e si andrà in Paradiso, pieno di fiori, di frutta e di pace; se, invece, si avranno cose cattive, si cadrà giù nell’Inferno, pieno di fuoco». Esiste un rito funebre? «Si recitano preghiere per il defunto, che viene sepolto in terra». Dalla morte alla vita: quale rito praticate per la nascita? «Il primo giorno di un bambino si recita nell’orecchio destro e poi in quello sinistro l’Adhan (la chiamata alla preghiera); nel 7° giorno si mette il nome e, se maschio, si pratica il taglio dei capelli per ringraziare Dio, infine, si fa il sacrificio dell’agnello (se maschio, vengono sacrificati due agnelli). Sia per la nascita sia per la morte di qualcuno bisogna rispettare le regole del luogo in cui si vive». Che ruolo hanno gli anziani per voi? «In Macedonia non ci sono ospizi per gli anziani, perché ognuno deve prendersi cura del proprio genitore, come è scritto nel Corano («Non adorerete altri che Allah, vi comporterete bene con i genitori»); inoltre, le madri sono particolarmente venerate: Maometto riteneva che il Paradiso è ai piedi delle madri». ‘Non adorerete altri che Allah’ è un espressione che ricorre spesso nell’Islam: perché? «Rappresenta la Shahada, uno dei cinque pilastri dell’Islam: ‘Non vi è alcun Dio al di fuori di Dio e Muhammad è il suo Profeta’». Quali sono gli altri pilastri? «Il Ramadan è il digiuno completo, chiesto da Allah, dall’alba al tramonto, una volta all’anno per 28/30 giorni secondo il calendario lunare. Non è obbligatorio per tutti e si può sostituire con l’elemosina, un altro pilastro dell’Islam, che serve ad aiutare chi è in difficoltà. Allah, infatti, non pretende dagli uomini più di quello che siano in grado di fare. Ciò vale anche per il pellegrinaggio alla Mecca, in cui è custodita la Pietra Nera, scesa dal Paradiso bianca, racchiusa in una costruzione in muratura realizzata da Abramo, attorno a cui i pellegrini compiono 7 giri. Un altro pilastro è la preghiera: ‘l’orazione preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole’ (Sura, XXIX, 45). Per questo preghiamo cinque volte al giorno per circa mezz’ora». Quali oggetti sacri usate per pregare e quali riti praticate? «Usiamo un tappeto che rivolgiamo in direzione della Mecca, un copricapo, una corona da 33 grani. Prima di ogni preghiera compiamo le abluzioni: ci laviamo alcune parti del corpo». Perché i musulmani non mangiano la carne di maiale? «Non la mangiamo, così come le bestie morte, il sangue, perché è vietato dal Corano». Classe 1ªD

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