Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Ali da ricordare: da Icaro fino alla seconda guerra mondiale. Viaggio nella storia con Proli

OGNI giorno, centinaia di ragazzi entrano dall’ingresso principale della scuola media Caterina Sforza, inconsapevoli del patrimonio che li circonda: intere pareti ricoperte da splendidi mosaici, che raccontano la storia dell’aeronautica italiana: interi secoli di invenzioni, innovazioni tecniche e ingegneristiche riassunti in un’opera che combina armoniosamente storia e arte. Tra tutti questi studenti noi, la classe 3ªE, abbiamo avuto l’occasione di conoscere i loro segreti, grazie alla spiegazione dello storico Mario Proli, che nel suo racconto è partito dall’origine dell’imponente complesso che li ospita, il nostro istituto. Dobbiamo tornare indietro, prima che fosse scuola, prima che fosse collegio, quando Forlì era solo campagna, attraversata dalla Via Emilia e disseminata di poche case. Siamo negli anni ’20 del Novecento e Mussolini, appena salito al potere, vuole riservare alla sua città una funzione di rappresentanza. Sorge quindi la nuova stazione, pronta ad accogliere i visitatori, che all’uscita vedono una fontana imponente, ingresso del monumentale viale Benito Mussolini, oggi Viale della Libertà. Attorno alla via sorgono industrie, complessi residenziali e due scuole, l’elementare Rosa Maltoni e l’istituto tecnico industriale Alessandro Mussolini. INFINE sorge il collegio aeronautico, dedicato al figlio del Duce morto in volo; inizialmente collegio di preparazione all’Accademia di Educazione Fisica, poi collegio femminile e solo dopo collegio aeronautico. Si può quindi intuire che il suo vero scopo sia più stupire e meravigliare coloro che vi posano sopra lo sguardo piuttosto che la mera funzione. Per comprendere meglio lo scopo di questo edificio e dell’opera di Canevari è necessario partire dall’inizio, dal mito del volo stesso, da Icaro. La statua che sovrasta l’ingresso infatti ritrae il figlio di Dedalo, perché al contrario del padre lui ha osato, ha scelto di sfidare la sorte. Ed è proprio ‘osare’ la parola chiave per decifrare i mosaici e cogliere l’essenza della propaganda fascista. Proprio dal mito greco inizia la storia raccontata dalle pareti della nostra scuola, gli slogan ‘Ricordati di osare’ o ‘Abbi coraggio’ non sono solo suggeriti, ma incisi sugli ingressi delle palestre o lungo alcuni muri, a dimostrare che il fascismo elogia maggiormente il gesto estremo invece del risultato concreto. Incarna questi ideali proprio Icaro. Accanto al mosaico che lo rappresenta troviamo quello che celebra il grande genio italiano Leonardo Da Vinci, che in quegli anni di pregiudizi e razzismo sembra quasi urlare la superiorità italiana nei cieli. Opposto a questi due miti della storia ce n’è un altro molto più terribile, quello della Grande Guerra. Qui troviamo un’opera dedicata al primo utilizzo dell’aviazione nel settore bellico, durante la campagna di Libia, dove vediamo che il volo già dai suoi albori viene impiegato come arma. Si prosegue poi con un intero corridoio dedicato al progresso dell’aviazione, dai mezzi più leggeri dell’aria, come la prima mongolfiera dei francesi Montgolfier, fino a veivoli più pesanti, come il prototipo dei fratelli Wrigth, per poi passare agli aeroplani più moderni dell’epoca. Seguono pareti che commemorano ed esaltano i maggiori successi dell’Italia nella storia del volo. Infatti questi mosaici, che raffigurano rotte oceaniche, vogliono dire ‘Noi italiani siamo i migliori!’, dimostrando anche che siamo stati capaci di volare fino in America mantenendo la formazione iniziale per tutto il percorso. Fra queste opere in bianco e nero spiccano tre topi o meglio tre sorci verdi, simbolo della squadriglia della Regia Aeronautica, da cui deriva il famoso detto ‘Vi farò vedere i sorci verdi!’ usato per la prima volta da Mussolini per dire ‘sei in guai seri’. Suona la campanella, centinaia di ragazzi passano lungo i vecchi corridoi della Caterina Sforza. Fra i tanti sguardi indifferenti che si posano sui mosaici, ora ce ne sono alcuni che in quei pochi minuti sono consapevoli delle opere che li circondano. Classe 3ªE

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