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«Adolescenza, il rischio è l’isolamento»

ADOLESCENZA: dal latino adolescentia, è quel tratto dell’età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello dell’individuo adulto. Così riporta il vocabolario e così ci sentiamo anche noi … Piccoli? Quando ci conviene … Grandi? Quando ci fa comodo … Un’età infelice per noi che la stiamo vivendo, un’età nostalgica per i nostri genitori, che spesso ci ripetono: «Quando avevo la tua età ….». Il cambiamento avviene nell’arco di tempo che va dai 13 ai 17/18 anni; circa a 11-12 anni si comincia a cambiare il corpo, la voce, i gusti, il carattere. Il sentimento della socialità ci porta alla ricerca di rapporti di parità con gli altri e l’ amicizia non deve più rispondere alle necessità di avere compagni con cui giocare e divertirsi ma amici con cui coltivare ideali e condividere idee. È un periodo di crescita, non facile e spesso gli adulti trascurano i nostri sbalzi di umore. E invece, secondo recenti studi, quest’emotività può nascondere disagio e deve destare preoccupazione. Essi potrebbero essere all’origine di problemi scolastici, dipendenza da alcool o droga, disturbi del carattere. Ragazze e ragazzi non esprimono allo stesso modo il loro non sentirsi a proprio agio nella società; molto spesso con aggressività si mascherano tensione e sofferenza. L’origine di queste depressioni alcune volte proviene dalla famiglia. Un problema che caratterizza l’adolescenza è il fumo, difatti negli ultimi venti anni stanno aumentando gli adolescenti, sia maschi che femmine, che fumano. Questi ragazzi lo fanno solo per farsi notare, per far vedere “chi è il più grosso” ma non bisogna rovinarsi la vita per questo. Molti credono che non faccia niente mentre il fumo porta a gravi patologie. Le cellule che vengono distrutte non si ricreano più. Se si inizia già a questa età si rischia la dipendenza per l’intera vita. Altra questione è l’abuso dei videogiochi; la tecnologia sta facendo passi enormi e questo è un bene in certi versi e in altri no. Il tempo libero dei ragazzi è sempre più rivolto ai videogiochi, andando a scapito della socialità, dello sport, del trascorrere tempo all’aria aperta. Gli aspetti positivi possono essere i seguenti: approccio alla cultura e al pensiero tecnologico, stimolo per i processi mentali, sviluppo della capacità di ragionare. Tra gli aspetti negativi vi è da sottolineare l’estraniamento dalla realtà, la mancanza di empatia, la sedentarietà, il sovrappeso, l’eccessivo senso di potere e di controllo che può portare ad atti di violenza, disturbi della vista. Non è da trascurare il forte impatto dei contenuti violenti che conduce a comportamenti aggressivi; uno dei rischi più grandi in assoluto quando si sta troppo tempo ai videogiochi è l’abuso con la conseguenza di una vera e propria dipendenza. Per gestire tutto questo ecco alcuni consigli: i genitori devono supervisionare il tempo trascorso dai loro figli davanti ai videogiochi - tempo massimo: due ore; fare delle pause durante l’utilizzo; promuovere l’utilizzo dei videogiochi con amici e/o fratelli in modo da rendere il gioco uno strumento di socializzazione e non di isolamento; controllare il contenuto dei videogiochi evitando scene violente o troppo competitive. Nell’era di internet non possono impedirci di utilizzare i videogiochi estraniandoci dal mondo che ci circonda; è fondamentale il dialogo tra di noi e con gli adulti. Classe 3ª C della Scuola secondaria di I grado “Aldo Moro” di Toscanella - IC Dozza Imolese - Castel Guelfo © RIPRODUZIONE RISERVATA

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