Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Adelmo Cervi: «Così hanno ucciso papà»

ADELMO si definisce un uomo come tanti, ma definito da molti “figlio di un mito”, un “mito” che però si è portato via suo padre, che gli ha lasciato in cambio solo un nome sulla lapide. Adelmo è un normale uomo di 70 anni, che ha voluto farsi dare del tu durante la nostra intervista. Secondo lei chi ha colpa di tutto il genocidio? Solo Hitler o anche gli ufficiali che gli obbedivano? «Ragazzi, mi potete dare del tu? Comunque, penso che Hitler sia stata la persona più importante, che ha dato inizio al Terzo Reich. Senza di lui credo che comunque si sarebbe scatenata la Shoah, forse ad iniziativa di qualcun altro, ma avrebbe avuto più o meno lo stesso numero di morti. La colpa non è quindi solo da attribuire a Hitler (non però che non ce l’abbia) ma anche agli ufficiali, la cui maggior parte ha appoggiato il piano di Hitler, e in parte anche della popolazione perché ha obbedito e forse, se ci fossero stati più cittadini contro, il genocidio non sarebbe stato così catastrofico. E’ inoltre da sottolineare che in particolare in Italia c’è la tendenza ad attribuire la responsabilità della Shoah esclusivamente ai tedeschi, ma la colpa è anche di molti italiani che non hanno cercato di proteggere gli ebrei dall’Olocausto». Pensi che, con la civiltà di oggi, sia possibile che si ripeta un altro evento simile o paragonabile? «Spero proprio che ciò non accada mai, ma nell’ultimo anno si stanno verificando sempre più frequentemente episodi antisemiti in Europa, come il gesto compiuto da alcuni tifosi della Lazio nell’ottobre dell’anno scorso, dove hanno photoshoppato il volto di Annah Frank che poi è stato seguito dai tifosi del Borussia Dortmund (tifosi tedeschi) una settimana dopo. Penso che questo sia solo un nuovo continuo di una lotta che sarebbe dovuta terminare definitivamente con l’apertura dei cancelli di Auschwitz, 70’anni fa». Perché ancora oggi è importante ricordare ciò che è accaduto? «Mantenere sempre vivo il ricordo dell’Olocausto è molto importante per me, come per i testimoni della Shoah, come una missione, perché tutti, soprattutto i giovani, venendo a conoscenza di ciò che è accaduto, devono a loro volta diventare testimoni perché, come ha detto Primo Levi,“l’unica cosa possibile che conta veramente è ricordare, ricordare sempre per evitare che accada di nuovo».

Per leggere la pagina clicca qui