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«Scuole nuove, stanziati 4 milioni»

UBALDO Scuppa, al quarto anno di mandato il sindaco di Apiro, ha risposto volentieri alle nostre domande. Come sta andando questa esperienza da sindaco? «Sono stati quattro anni molto difficili, soprattutto per far quadrare il bilancio. Abbiamo dovuto effettuare scelte sofferte per risparmiare almeno 600mila euro, senza però compromettere i servizi essenziali. Dopo qualche mese mi era venuta voglia di mollare, poi abbiamo stretto i denti e siamo riusciti a partire facendo tantissime cose. Ancora c’è parecchio da lavorare, ci impegneremo fino all’ultimo giorno». Alla luce del tragico evento del terremoto, si è pentito di aver assunto questo incarico? «No, è stata un’esperienza tanto difficile quanto esaltante, perché si prendono decisioni non per se stessi ma per i cittadini. Quando si fa una scelta, bisogna portarla avanti con energia senza guardarsi indietro». Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, quali sono i progetti? «È stata programmata la realizzazione di due nuove scuole: quella dell’Infanzia, i cui lavori sono già iniziati, e quella della primaria. Sono stati stanziati per questo quattro milioni di euro: un milione e 240mila per l’infanzia e un milione 800mila per la primaria. Inoltre, sono partite le opere di costruzione di due moduli per l’ampliamento della scuola media: ospiteranno la mensa e alcune aule didattiche». Come sta andando la ricostruzione? «Programmare la ricostruzione in un’area-cratere così vasta, in cui sono compresi oltre cento Comuni dell’Italia centrale, richiede tanto impegno e risorse economiche. Ecco perché i tempi non sono così immediati. La ricostruzione privata procede lentamente: ad Apiro abbiamo avuto circa 200 immobili danneggiati, con 160 persone fuori casa. Spero che alla fine del 2018 si cominci a vedere qualcosa. A livello pubblico abbiamo ottenuto già il finanziamento di otto milioni di euro per gli interventi nell’edilizia scolastica e in diverse strutture comunali». Ha qualche altra cifra per progetti, danni e contributi? «Abbiamo richiesto 5 milioni di euro per ristrutturare la vecchia scuola primaria che si trova nel centro. Sono stati invece finanziati interventi al palazzo comunale di Apiro (per un milione di euro) e all’ex palazzo municipale di Frontale (per 700mila euro)». Qual è il compito per lei più difficile? Quello di sindaco o quello di pediatra? «Faccio il pediatra da quasi 30 anni e credo che sia uno dei lavori più belli che ci possano essere. Sono stracontento della mia scelta, mi dà una grande soddisfazione e sono felice di aver rinunciato al lavoro ospedaliero per stare tutti i giorni a contatto con le persone sul territorio. Fare il sindaco è più difficile: le esigenze, i rischi e le norme cambiano; si hanno responsabilità enormi nei confronti della collettività. Al 99 per cento non mi ricandiderò perché è stato un impegno esagerato: ho dormito pochissimo, lavorando fino a 14/15 ore al giorno, ma ne è valsa la pena. Auguro anche a voi di vivere, un giorno, un’esperienza del genere perché è importante che i giovani si avvicinino alla vita cittadina e si impegnino in prima persona per la crescita del paese». Gli alunni della 3ª A

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