Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Playstation o marafone? Tanti i modi per divertirsi, l’importante è stare insieme

È L’ 11 NOVEMBRE 2017. Nella classe 3 C si sta svolgendo una lezione di storia: la prof sta cercando di risvegliare l’attenzione degli studenti sulla Rivoluzione Francese. Impresa ardua se non impossibile: «Guardate ragazzi, è facile ricordare la data 1789, le cifre sono in sequenza... e queste parole... libertè, egalitè, fraternitè sono diventate patrimonio dell’umanità ... e poi il periodo del terrore, la ghigliottina ...». Ma è dura, proprio dura, la classe continua a sonnecchiare, poco convinta che quei fatti accaduti più di 200 anni fa possano avere una qualche attinenza con la vita di adesso. Poi nel silenzio generale Michele esordisce: «Ma prof, è veramente esistito Arno’ Dorian?». La prof rimane perplessa, non conosce il personaggio in questione, ma può informarsi, tuttavia interessata chiede da dove scaturisce la curiosa domanda di Michele e il ragazzo un po’ imbarazzato, ma allo stesso tempo soddisfatto di avere attirato l’attenzione della classe, risponde che si tratta di un personaggio di un videogame dal nome impronunciabile, ambientato durante la Rivoluzione Francese. La classe sorride, sghignazza, pensando che la risposta di Michele possa scatenare l’ira della prof che deve sostenere la concorrenza di un videogame, e invece no. La prof è molto interessata, Michele spiega che si tratta di un gioco in cui vengono riprodotti virtualmente alcuni ambienti di Parigi in parte riconoscibili, in cui agiscono personaggi sicuramente storici, altri inventati, con una missione da compiere. «Quindi è come un romanzo storico, un misto di storia e di invenzione – dice la prof –, potresti portare la play a scuola domani così capisco meglio?». LA PLAY a scuola? I ragazzi si guardano stupiti, come non credessero alle proprie orecchie, poi ognuno comincia a raccontare delle sue esperienze con i videogame cercando di dimostrare la propria competenza. Fatto sta che il giorno dopo, fra l’invidia delle altre classi, Michele porta a scuola la play e finalmente anche la prof riesce a capire in cosa consiste il gioco. A questo punto però, appurato che i videogiochi non sono il demonio, ma come al solito si tratta di utilizzarli adeguatamente, si pensa di elaborare un questionario da sottoporre a tutti i ragazzi che frequentano le scuole medie della vallata del Montone per verificare la portata del fenomeno. L’indagine ha coinvolto in totale 241 alunni, di cui 125 maschi e 116 femmine. Si è notato che complessivamente il 78% degli studenti gioca, di questo il 46% sono maschi mentre la percentuale delle femmine giocatrici si attesta sul 32%. Inoltre abbiamo notato che mentre nelle classi prime la percentuale di chi gioca non è molto diversa fra i due sessi, in terza media le femmine che giocano sono decisamente molto meno rispetto ai coetanei maschi. E’ stato inoltre interessante costatare il fenomeno di chi gioca on line: è una modalità che si sta diffondendo negli ultimi anni, che risulta essere più frequente nei ragazzi di terza media e quasi esclusivamente maschile, motivata da diversi elementi: oltre alla possibilità di confrontarsi riguardo alle proprie abilità di gioco e fare nuove conoscenze, è quasi sorprendente scoprire che la motivazione più diffusa è quella di potersi sentire in compagnia anche se si è fisicamente da soli di fronte ad una console. Quindi, dobbiamo ritenere che oggi i ragazzi siano in grado di divertirsi solo utilizzando strumenti tecnologici? Nonostante le apparenze la risposta è no e abbiamo avuto modo di sperimentarlo in occasione della giornata senza tecnologia che si è tenuta nelle scuole di Castrocaro in occasione dell’iniziativa ‘Mi illumino di meno’. I ragazzi hanno avuto a disposizione due ore di divertimento autogestito in cui non potevano comunque usare la tecnologia e quindi nelle varie classi sono state organizzati tornei di briscola o marafone, di tennis da tavolo, di dama o scacchi, esibizioni al twister, sfilate di moda, esperimenti di trucco e parrucco, esibizioni musicali and so on... E’ stato davvero uno spasso. Conclusioni: ci si diverte in tanti modi, ma l’importante è sentirsi in compagnia. classe 3ªC

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