Campionato di Giornalismo il Resto del Carlino

Mafia, una battaglia da combattere

IL 21 MARZO è la data della Giornata nazionale della memoria, in ricordo di tutte le vittime innocenti della mafia. Negli anni molte persone hanno combattuto contro questa organizzazione criminale: molti innocenti sono stati uccisi ed è per questo motivo che alcune persone, che hanno partecipato o assistito ad atti criminali, hanno deciso di diventare testimoni di giustizia. Sabato 10 Marzo abbiamo avuto un interessante incontro con Marisa Garofalo, la sorella di Lea Garofalo, che il 24 novembre del 2009 a Milano, venne uccisa a soli 35 anni da Carlo Cosco, suo ex compagno e padre di sua figlia avuta all’età di 17 anni. LUI ERA un componente di una famiglia implicata in attività mafiose. Cosco attirò l’ex compagna a Milano, anche con la scusa di parlare del futuro della loro figlia. La condusse in un appartamento che si era fatto prestare proprio per quello scopo. Ad attenderli in casa c’era Vito Cosco detto ‘Sergio’. In quel luogo Lea viene uccisa. Marisa ci ha raccontato della mafia e dell’intricata e difficile vita della sorella e della nipote Denise. Lea voleva lasciare il compagno e portare via sua figlia, quando lo comunicò a Cosco, lui reagì con atti intimidatori fino al tragico epilogo. Le due donne hanno vissuto molti anni sotto false identità in un programma di protezione. Denise, seguendo le orme della madre, ha avuto il coraggio di denunciare ai carabinieri che la madre non era scomparsa, come sosteneva il padre, ma che in realtà era morta. Così è riuscita a far catturare il padre e i presunti partecipanti all’omicidio dichiarandosi «orgogliosa di essere contro il padre». Dopo le sue dichiarazioni la ragazza è stata inserita in un programma di protezione e vive lontano dalla zia, che costituisce tutta la sua famiglia. Questa testimonianza è stata molto toccante e ci ha fatto capire che dobbiamo impegnarci tutti in nome della giustizia, che non è mai scontata. Affinché essa trionfi, bisogna uscire dall’omertà e denunciare soprusi, violenze, sopraffazioni. La mafia ha i suoi tentacoli in tutto il mondo e, anche se noi non ce ne rendiamo conto, agisce segretamente e causa molte vittime. I componenti delle associazioni mafiose spesso entrano in conflitto con lo Stato dove risiedono, rubano, chiedono il pizzo e poi investono il denaro in azioni illegali. Alessia Mariani, Sara Meloni, Letizia Ceccacci e Sofia Essebti

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